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Milano resta la città più cara d’Italia: forti divari con il Sud

L’analisi Codacons considera 33 voci tra alimentari e prestazioni, usando rilevazioni ministeriali aggiornate a giugno

Milano resta la città più cara d’Italia: forti divari con il Sud

Milano si conferma nel 2026 la città più cara d’Italia secondo l’indagine annuale del Codacons sui prezzi al dettaglio. L’analisi è stata realizzata utilizzando i dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati a giugno, e mette a confronto i costi sostenuti nelle principali città italiane.

Il paniere considerato comprende 33 voci: 20 prodotti alimentari e 13 servizi. Tra questi rientrano le consumazioni nei bar, i parrucchieri, le pizzerie, le prestazioni veterinarie e odontoiatriche, oltre ai biglietti per il cinema. Il confronto restituisce un quadro fortemente differenziato tra Nord e Sud, con una spesa complessiva più elevata nelle città settentrionali.

Il divario tra le città

A Milano il costo medio del paniere arriva a quasi 693 euro. Seguono Bolzano, con circa 652 euro, e Aosta e Bologna, entrambe poco sopra i 640 euro. All’estremo opposto si trova Napoli, dove la stessa spesa si ferma a circa 402 euro, il 42 per cento in meno rispetto al capoluogo lombardo. Più avanti nella graduatoria dei prezzi figurano Palermo, con 464 euro, e Catanzaro, con 474 euro.

Le differenze risultano evidenti anche separando prodotti e servizi. Per acquistare frutta, verdura, carne, pesce e gli altri alimenti inclusi nella rilevazione servono poco più di 200 euro a Milano, Bolzano, Trieste, Bologna, Genova e Firenze. La cifra scende a circa 170 euro a Bari e Palermo, mentre si attesta a 154 euro a Pescara, 149 a Catanzaro e 140 euro a Napoli.

Alimenti e servizi, le voci più costose

Sul fronte dei servizi, Milano raggiunge una spesa media di circa 491 euro. Aosta e Bolzano si collocano a quota 452 euro, mentre Palermo e Napoli presentano valori più contenuti, rispettivamente di 292 e 262 euro. Il dettaglio delle singole voci mostra ulteriori differenze: a Bolzano il pane fresco arriva in media a 7,16 euro al chilo, mentre a Firenze il prosciutto crudo costa 41,2 euro al chilo. Le zucchine più care sono state rilevate a Trieste, con 2,98 euro al chilo.

Trieste è anche la città con il costo medio più alto per il taglio dei capelli da donna, oltre 33 euro. Per il lavaggio dell’auto si va dagli 8,50 euro di Ancona ai 21 euro di Bolzano. Una otturazione dal dentista costa invece 71 euro a Palermo e 176 euro ad Aosta. Per una pizza risulta più conveniente Catanzaro, con una media di 10,35 euro, mentre a Bolzano si sfiorano i 15 euro. Il biglietto del cinema varia dai 7,3 euro di Bari agli 11,5 euro di Bologna.

L’indagine prende in considerazione anche le spese per gli animali domestici. La vaccinazione dal veterinario costa in media 29,5 euro a Napoli e arriva a 63 euro a Milano. Per la toelettatura di un cane si spendono circa 24 euro a Bari e Catanzaro, mentre ad Aosta la cifra sfiora i 50 euro. Nel complesso, secondo il Codacons, la rilevazione evidenzia un marcato divario territoriale tra il costo di beni e prestazioni e la capacità di spesa delle famiglie nelle diverse aree del Paese.