Ranucci difende la libertà di stampa e il metodo Report

Dal Cubo, un giornalista racconta l’avvicendamento alla guida del programma Rai, oltre alle ricadute personali.

Sigfrido Ranucci ha affrontato il tema della libertà di stampa durante l’incontro al Cubo, inserito nella rassegna Invito all’ascolto curata da Luca Sommi. Al centro dell’intervento ci sono state la sostituzione del giornalista alla guida di Report, le conseguenze della decisione della Rai e il ruolo dell’inchiesta giornalistica nel sistema dell’informazione.

«Combatterò fino alla fine per un principio di democrazia», ha detto Ranucci, spiegando che la sua battaglia non riguarda soltanto la vicenda personale. Il giornalista ha collegato il tema della libertà di stampa alla necessità di mantenere alta l’attenzione sulle persone più fragili, citando in particolare disabili e detenuti.

Il sostegno del pubblico

Nel corso dell’incontro, Ranucci ha raccontato anche la reazione degli spettatori al suo spettacolo teatrale Diario di un trapezista. Secondo quanto riferito, nelle ultime settimane le richieste per assistere agli appuntamenti sarebbero aumentate. Il giornalista ha spiegato di aver incontrato persone arrivate agli spettacoli anche soltanto per manifestargli solidarietà.

«Il trapezista ha una rete formidabile, che è l’effetto delle persone», ha affermato Ranucci, descrivendo il rapporto con il pubblico e il coinvolgimento emotivo di alcuni spettatori. Ha quindi parlato dei tentativi, a suo giudizio, di delegittimazione e isolamento, riferendo anche di contatti con i sindaci dei Comuni che gli avevano conferito la cittadinanza onoraria.

Ranucci ha sostenuto che la vicenda coinvolga anche la sua storia personale e la tutela delle generazioni future. «Lo faccio per la mia storia, per i miei figli e per i figli anche di tutte le persone che ci vogliono bene», ha dichiarato, ribadendo la volontà di proseguire il proprio impegno civile.

Il futuro di Report e i rapporti con la Rai

Un passaggio dell’intervento è stato dedicato al futuro di Report e alla scelta di affidare la conduzione a Claudia Di Pasquale. Ranucci l’ha descritta come una professionista rigorosa e leale, dicendosi convinto che la trasmissione sia in buone mani. Ha però mantenuto alcune perplessità sulla vicenda legata al progetto dei Carbon Credit in Zimbabwe, rispetto alla quale ha spiegato di aver svolto un ruolo di supporto e di aver cercato il coinvolgimento di giornalisti e società di certificazione.

Parlando del rapporto con la Rai, il giornalista ha riferito di aver appreso dalle agenzie di stampa le decisioni che lo riguardavano: dal taglio delle puntate alla riduzione delle repliche, passando per la tutela legale, lo spostamento della trasmissione e la successiva sospensione. In merito alle proposte ricevute dall’azienda, ha detto di avere ancora trenta giorni per valutarle.

Ranucci ha escluso, almeno per il momento, una candidatura politica. Ha invece confermato l’intenzione di restare impegnato sui temi dell’informazione e della tutela delle persone più deboli. In chiusura ha difeso il cosiddetto metodo Report, sostenendo che abbia consentito alla redazione di affrontare trent’anni di cause, e ha ribadito che il suo compito sarà continuare a stare vicino alle fasce più fragili della popolazione.