Il Partito Democratico di Livorno ha approvato un documento dedicato alla crisi climatica, alla tutela ambientale e alla rigenerazione urbana. Il testo è stato discusso dalla Direzione comunale il 3 settembre 2026 e definisce le priorità dell’azione politica e amministrativa in vista delle elezioni del 2027.
Il documento collega la transizione ecologica alla giustizia sociale e indica tra gli obiettivi la riduzione delle emissioni, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la costituzione di Comunità energetiche rinnovabili, la cura del verde pubblico e il miglioramento dei servizi. Nel testo il Pd sostiene che ambiente, sviluppo economico, politiche abitative, istruzione, sanità, cultura e turismo debbano essere affrontati attraverso una visione complessiva, senza contrapporre la tutela ambientale alle esigenze sociali.
Il progetto per gli Orti urbani
Una parte rilevante del documento riguarda l’area degli Orti urbani di via Goito, circa sei ettari di proprietà privata interessati in passato dai fallimenti di due cooperative, Coop Italia e CLC. Il partito ribadisce la legittimità del percorso urbanistico seguito dal Comune e richiama le previsioni contenute negli strumenti del 1999 e del 2019, che già individuavano una quota edificabile pari al 20% e una destinazione a verde per l’80% della superficie.
Secondo il Pd, il Piano operativo approvato nel 2025 avrebbe ulteriormente ridotto l’edificabilità, fissandola in circa 4.500 metri quadrati, e previsto anche soluzioni di edilizia residenziale sociale. Il piano stabilisce inoltre, secondo quanto riportato nel documento, la cessione gratuita al Comune dell’80% dell’area, pari a circa cinque ettari, con interventi di manutenzione a carico del privato e destinazione a parco pubblico.
Il soggetto privato aggiudicatario dell’asta fallimentare, alla quale si sono presentati due partecipanti dopo quattro riproposizioni, dovrà presentare un progetto coerente con la pianificazione. Il Comune potrà richiedere garanzie sul rispetto delle aree edificabili, sulla collocazione dei cantieri e sulla riduzione dell’impatto di parcheggi, pertinenze e viabilità interna. L’impronta a terra degli edifici, si legge nel documento, dovrebbe interessare circa il 2% della superficie complessiva.
Verde pubblico e partecipazione
Il Pd sostiene che la parte destinata a verde pubblico sarà ceduta al Comune dopo il perfezionamento dell’acquisto e potrà essere riqualificata salvaguardandone gli elementi naturalistici. Il progetto dovrebbe mantenere l’accessibilità dello spazio durante la cantierizzazione delle aree private e prevedere il coinvolgimento di associazioni, scuole e cittadini nella definizione degli interventi.
Nel documento si afferma inoltre che l’agricoltura sociale sarà mantenuta e rafforzata attraverso una gestione individuata con una procedura pubblica. L’area, viene ricordato, è oggetto di occupazione da circa 14 anni. L’obiettivo dichiarato è rendere lo spazio fruibile dalla cittadinanza più ampio rispetto alla situazione attuale, con una gestione pubblica delle porzioni destinate a parco.
Tra le altre priorità indicate figurano la mappatura dei bisogni dei diversi quartieri, la nuova piantumazione prevista dal piano del verde, la depavimentazione delle superfici impermeabili, la valorizzazione del patrimonio comunale e la cura di piazze e parchi. Il documento richiama anche la necessità di rafforzare la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’accessibilità e la sicurezza del territorio, citando gli interventi già avviati o conclusi per la riduzione del rischio idraulico.
La Direzione comunale impegna infine il partito e le sue rappresentanze a proseguire l’azione politica e amministrativa su queste linee, promuovendo il confronto con i Consigli di zona, le associazioni e la cittadinanza.