Il Buon Vivere torna il 17 settembre con la sua 17ª edizione, intitolata La rivoluzione della gentilezza. La rassegna si svilupperà nell’arco di undici giorni e coinvolgerà circa 150 realtà, tra enti, associazioni e organizzazioni impegnate nella costruzione del programma.
La manifestazione è nata dall’intuizione di Monica Fantini, che ne ha sottolineato la dimensione di confronto e partecipazione. Più che un semplice festival, ha spiegato, il Buon Vivere rappresenta un’occasione di dialogo e incontro, espressione di una comunità interessata ad ascoltare e imparare. Gli appuntamenti in calendario, secondo l’ideatrice, raccontano un impegno che prosegue durante tutto l’anno attraverso il volontariato e le attività dedicate al bene comune.
Un tema oltre le buone maniere
Il filo conduttore di questa edizione sarà la gentilezza, interpretata non soltanto come rispetto delle buone maniere, ma come scelta culturale e civile. L’obiettivo è riflettere sul modo in cui le relazioni personali e collettive possono incidere sulla società e sul modo di vivere gli spazi comuni.
La presentazione del programma è stata accompagnata anche dal ricordo di Raffaella Orazi, fondatrice di Regnoli41 e ideatrice della Cena a impatto zero, iniziativa con cui la rassegna si apre ogni anno. Orazi è scomparsa poche settimane fa.
I temi e il sostegno istituzionale
La responsabile della manifestazione, Serenella Vasini, ha illustrato alcuni dei principali filoni attorno ai quali è stato costruito il programma: i giovani, la pace e la situazione a Gaza, la libertà, il contrasto alle mafie, la parità di genere e l’uso dei social senza ricorrere alla violenza.
Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa dei Risparmi, che lo accompagna fin dalla nascita. La consigliera Patrizia Graziani ha confermato la volontà di proseguire il sostegno, definendo la gentilezza un atto culturale e civile, oltre la dimensione del bon ton.
Anche la Regione ha confermato il proprio appoggio alla rassegna. L’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni ha riferito che sono in corso valutazioni sul futuro dell’iniziativa e sulla possibilità di dare maggiore struttura al sostegno. Il sindaco Gian Luca Zattini ha osservato che il tema riguarda la vita quotidiana e il dibattito pubblico, indicando nel Buon Vivere una tradizione ormai riconosciuta e attesa dalla città.
Tra gli interventi della presentazione anche quello del vescovo Livio Corazza, che ha richiamato la figura di San Francesco d’Assisi, nel quadro delle celebrazioni per gli 800 anni dalla sua morte, come esempio concreto di gentilezza e riferimento per la comunità.