La quarta serata del Consiglio comunale di Varese dedicata al Piano di governo del territorio è stata caratterizzata dall’esame degli emendamenti presentati dal consigliere leghista Angei. In discussione sono arrivati i testi compresi tra il 30esimo e il 50esimo, con proposte riguardanti la riqualificazione di piazza della Repubblica, l’organizzazione del mercato, l’ampliamento del cimitero di Velate e la disciplina dei luoghi di culto.
Il confronto sul centro religioso di via Giusti
Il momento più acceso della seduta ha riguardato l’emendamento 44, con cui Angei chiedeva di stralciare dal Pgt il progetto relativo al centro religioso Omar Al Faruk di via Giusti. La motivazione indicata era legata all’inadeguatezza della viabilità locale e alla mancanza di parcheggi pubblici sufficienti a sostenere il flusso di persone durante le riunioni.
L’assessore all’Urbanistica Andrea Civati ha espresso parere contrario, sostenendo che la struttura è già attiva da molti anni e che il documento urbanistico si limita a fotografare la presenza dei luoghi di culto in città. Secondo l’amministrazione, quindi, l’inserimento nel Pgt non costituirebbe l’autorizzazione alla realizzazione di una nuova moschea, ma la rappresentazione di una situazione già esistente.
Il confronto si è trasformato in uno scontro politico dopo l’intervento del sindaco Davide Galimberti, che ha collegato l’iniziativa alle posizioni del movimento del generale Vannacci e ha chiesto quale area politica fosse rappresentata dall’emendamento. Le parole del primo cittadino hanno provocato proteste dai banchi della Lega. Angei ha replicato ricordando la propria appartenenza al partito e contestando al sindaco di averlo denigrato.
Nel corso della discussione, Franco Formato di Lombardia Ideale ed Eugenio De Amicis di Fratelli d’Italia hanno proposto una relazione documentale specifica sul locale di via Giusti, per consentire una valutazione basata su elementi più approfonditi. L’emendamento è stato comunque respinto. In questa votazione, due consiglieri di minoranza, Formato e De Amicis, si sono astenuti, interrompendo la compattezza mostrata dall’opposizione nelle precedenti votazioni.
Un ulteriore emendamento chiedeva di eliminare il termine moschee dall’elenco dei servizi di rango comunale, con l’obiettivo dichiarato di sottoporre ogni nuovo luogo di culto a valutazioni specifiche sull’impatto urbanistico e viabilistico. Anche questa proposta ha suscitato un confronto acceso, con l’amministrazione che ha difeso la presenza del termine nell’elenco e la consigliera Yildiz che ha escluso l’esistenza di una motivazione urbanistica per rimuoverlo.
Trasparenza e lavori rinviati
Più articolato e meno conflittuale è stato il dibattito sull’ordine del giorno presentato da Luca Paris del Movimento 5 Stelle, che riuniva anche gli emendamenti 49 e 50. Il testo chiedeva di ripristinare per cittadini e associazioni la possibilità di proporre la tutela di edifici storici non ancora censiti e sollecitava una riforma della Commissione Paesaggio.
Tra le proposte figurava l’introduzione di limiti all’attività professionale dei componenti della commissione durante il mandato, per prevenire conflitti d’interesse e contenziosi. La votazione si è conclusa con 21 favorevoli, 3 astenuti e nessun contrario. Il confronto ha portato all’ipotesi di modifiche al regolamento dell’organismo.
I lavori sono proseguiti fino all’una di notte, con due riunioni dei capigruppo per stabilire tempi e modalità di prosecuzione. La seduta non ha però consentito di esaminare tutti i testi: la lettura degli ultimi 15 emendamenti e dell’ordine del giorno conclusivo è stata rinviata a domenica 6 settembre alle 9.