Maltrattamenti in casa, 23enne trasferito in carcere

La denuncia di una donna e della figlia ha fatto scattare il provvedimento dopo una escalation di violenze.

La convivenza si sarebbe trasformata in una lunga sequenza di violenze fisiche e psicologiche per una donna di 56 anni e per la figlia diciottenne. La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalle due donne ai Carabinieri della stazione di Conselice, che hanno avviato gli accertamenti e informato l’autorità giudiziaria.

La convivenza degenerata dopo i domiciliari

Il protagonista della vicenda è un cittadino straniero di 23 anni, compagno convivente della donna. Il giovane si trovava già sottoposto agli arresti domiciliari nella stessa abitazione per una rapina commessa a Ravenna nel luglio 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a partire da agosto la permanenza nell’alloggio sarebbe diventata sempre più difficile, con episodi quotidiani di vessazioni e aggressioni rivolti alla compagna e, nel contesto familiare, anche alla figlia.

L’indagato avrebbe inoltre cercato di impedire qualsiasi richiesta di aiuto all’esterno. Per isolare le due donne, avrebbe sottratto con la forza alla diciottenne lo smartphone e il tablet, rimuovendo anche le schede Sim dai dispositivi. Il sequestro degli apparecchi avrebbe così limitato la possibilità di comunicare con altre persone e di chiedere soccorso.

La denuncia e il provvedimento cautelare

La situazione è stata riferita ai militari in una denuncia dettagliata. La ragazza avrebbe raccontato che, poche ore prima, la madre era stata nuovamente picchiata. Gli elementi raccolti dai Carabinieri sono stati trasmessi al Tribunale, che ha emesso un nuovo provvedimento cautelare nei confronti del giovane, ritenuto indiziato del reato di maltrattamenti in famiglia.

Il 23enne è stato quindi arrestato e condotto nel carcere di Ravenna. Per la donna e la figlia sono state adottate le tutele previste dal Codice Rosso, il sistema di intervento previsto per i casi di violenza domestica e di genere. Le contestazioni dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.