Piemonte

Poletti racconta il valore sociale delle imprese

A Bolle di Malto, ospiti piemontesi e nazionali discutono comunicazione, responsabilità e territorio.

Filippo Poletti torna a Biella per il secondo anno consecutivo con "Parola a Bolle", il format di interviste ideato e condotto dal giornalista e Top Voice di LinkedIn nell’ambito di Bolle di Malto. Gli incontri portano sul palco storie di aziende e protagonisti del settore enogastronomico, mettendo a confronto realtà biellesi e piemontesi con esperienze di rilievo nazionale.

Gli appuntamenti in programma

La rassegna si svolge all’Arena Bolle di piazza Vittorio Veneto. Oggi, venerdì 4 settembre, Poletti incontrerà Andrea Campagnolo, ideatore di Natural Boom. Alle 18 è previsto il dialogo con Gianfranco Santero, presidente di 958 Santero.

Il programma proseguirà sabato 5 settembre con Benedetta Borrione del Liquorificio Rapa e Francesco Vena, CEO di Amaro Lucano. La conclusione è prevista domenica 6 settembre con Riccardo Rosso del Caseificio Rosso. Gli appuntamenti mettono così in relazione imprese del territorio e realtà conosciute a livello nazionale attraverso il racconto dei loro percorsi.

Il ruolo dell’impresa e della comunicazione

"Uniamo le storie piemontesi e biellesi ad altre storie nazionali", ha spiegato Poletti durante l’intervista a Newsbiella.it. Secondo il giornalista, l’impresa non dovrebbe essere considerata come una realtà distante dalla comunità: "È ciò che rende possibile lo stare insieme e ha una grande funzione sociale".

Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema della responsabilità nella comunicazione. Poletti ha sostenuto che ogni persona, anche attraverso un semplice messaggio inviato su WhatsApp, può influenzare gli altri: "Facciamo quindi attenzione a quello che diffondiamo: possiamo essere influencer del bene o del male, cerchiamo di fare il nostro meglio".

Il tema è collegato anche al libro in uscita del giornalista, intitolato "Il presentatore perfetto". Poletti ha richiamato la necessità di tornare alla moderazione e ha criticato l’uso sempre più frequente di toni aggressivi nella comunicazione pubblica, sottolineando le possibili conseguenze soprattutto sui più giovani.