Lombardia

Armi da guerra nascoste nei boschi: il sequestro dei carabinieri

Kalashnikov e fucili sono stati individuati durante le attività legate all’episodio del 21 giugno.

Le indagini sulla sparatoria avvenuta a Seriate il 21 giugno hanno portato al ritrovamento e al sequestro di diverse armi da guerra nascoste in aree boschive tra il Milanese e il Novarese. L’attività è stata condotta dai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Bergamo, impegnati a ricostruire la disponibilità e la provenienza dell’arsenale.

Tra i materiali recuperati figurano Kalashnikov e fucili, individuati in più occasioni all’interno di nascondigli ricavati sottoterra. Le armi sarebbero state interrate dal gruppo orbitante attorno a El Allali Boutrousse, conosciuto con il nome di Botros e indicato nelle indagini come la persona che ha confessato di aver sparato a Seriate.

Le ricerche nei nascondigli

Per localizzare i depositi non sono stati impiegati soltanto i militari della Compagnia di Bergamo. Alle operazioni hanno partecipato anche i carabinieri dello squadrone Cacciatori Sicilia, specializzati nelle attività di ricerca in zone impervie, e i cinofili di Casatenovo, in provincia di Lecco, addestrati per individuare la presenza di esplosivi.

Gli interventi si sono concentrati nelle boscaglie comprese tra le province di Milano e Novara, dove i militari hanno passato al setaccio il terreno fino a individuare i punti utilizzati per occultare le armi. I ritrovamenti rappresentano uno degli sviluppi investigativi collegati alla sparatoria di Seriate e al gruppo che, secondo gli elementi raccolti, faceva riferimento a Botros.

Il quadro dell’inchiesta

El Allali Boutrousse, 29 anni, ha ammesso di aver sparato nell’episodio al centro dell’inchiesta. Le attività di ricerca nelle aree boschive hanno consentito di recuperare armi considerate da guerra, aggiungendo elementi al quadro ricostruito dagli investigatori.

Il sequestro è stato eseguito nell’ambito delle indagini condotte dai carabinieri e ha richiesto il lavoro congiunto di reparti operativi, unità specializzate nella ricerca sul terreno e cinofili esperti nell’individuazione di esplosivi. Il materiale recuperato è ora parte degli accertamenti legati alla vicenda.