Il vescovo Piazza: «Non smarrite la direzione del cuore»

Navata centrale riaperta dopo i lavori alla cupola; fedeli raccolti per il rito dedicato alla santa.

La chiesa di Santa Rosa è tornata ad accogliere i fedeli per la solenne celebrazione dedicata alla patrona di Viterbo. Il completamento dei lavori alla cupola ha consentito la riapertura completa della navata centrale, permettendo alla comunità di vivere il rito nuovamente nella pienezza degli spazi storici dell’edificio.

La liturgia è stata presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza, in un clima di partecipazione e normalità. Al centro dell’omelia non ci sono stati soltanto il significato della devozione a santa Rosa e il valore della tradizione, ma anche il rapporto tra fede, scelte personali e vita quotidiana.

Il richiamo a una direzione interiore

Il vescovo ha invitato i presenti a non perdere il senso del cammino spirituale e a custodire l’integrità del cuore. Nel richiamare l’esempio della patrona, Piazza ha sottolineato come la fede non possa ridursi a un appuntamento isolato, ma debba tradursi in un’esperienza capace di orientare le azioni di ogni giorno.

"Non dobbiamo perdere la strada, non disorientiamo il nostro cuore, non sprechiamo le nostre energie", ha detto il presule durante l’omelia. Il riferimento a santa Rosa è stato presentato come quello di una persona che ha donato interamente il proprio cuore, attraverso una testimonianza considerata ancora oggi un punto di riferimento per la comunità.

Piazza ha quindi collegato la dimensione della fede alla vita della città e alle relazioni tra le persone. "La città è il cuore dell’uomo, e il nostro cuore è Viterbo", ha affermato, sostenendo che la fede rappresenti una condizione essenziale per affrontare le ombre e le difficoltà della vita quotidiana.

Libertà e responsabilità personale

Nella parte conclusiva dell’intervento, il vescovo si è soffermato sulla libertà individuale e sulla responsabilità che accompagna ogni scelta. Secondo Piazza, una vita pienamente vissuta richiede partecipazione personale e consapevolezza, perché ciascuno è chiamato a essere protagonista delle proprie decisioni.

Il presule ha inoltre richiamato l’importanza dell’esame di coscienza, inteso non come una forma di punizione, ma come uno strumento per comprendere le proprie responsabilità e affrontare i momenti di difficoltà. "Quando ci sembra che le cose si complichino, l’importante è rimettersi in piedi e non restare con le ossa rotte", ha detto.

In chiusura, Piazza ha collegato la dimensione personale a quella collettiva, avvertendo che la perdita della passione e del coinvolgimento può indebolire la coesione sociale. La celebrazione nella chiesa nuovamente accessibile ha così unito il valore religioso della ricorrenza al richiamo del vescovo a una maggiore consapevolezza nelle scelte e nella vita della comunità.