Nuova bomba sociale su ex Ilva: sono infatti partite le lettere di licenziamento collettivo per oltre 2.500 lavoratori dell’indotto di Taranto.
Licenziati lavoratori dell’indotto ex Ilva
A inviarle ai sindacati sono state 28 aziende associate ad Aigi, l’associazione che riunisce una parte consistente delle imprese dell’indotto.
“Un atto doveroso – si legge in una nota di Aigi – al quale non avremmo mai voluto fare ricorso, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo già nel mese di ottobre. Siamo giunti a questo punto – si legge ancora – a causa della totale assenza di una ragionevole programmazione che avrebbe potuto mettere in sicurezza le nostre aziende. Una delle più grandi acciaierie d’Europa rischia oggi di non morire sul campo di una grande battaglia industriale, bensì di spegnersi per consunzione. Questo epilogo non avviene nel contesto di un piano di riconversione già operativo, né con nuove fabbriche già edificate o con migliaia di lavoratori accompagnati verso nuove occupazioni, ma attraverso un mero conto alla rovescia di novanta giorni”.
Martedì prossimo a Roma era stato convocato dal governo il tavolo con le istituzioni ed i sindacati per discutere del futuro di ex Ilva, che conta anche due stabilimenti in Piemonte: a Racconigi e a Novi Ligure, nell’Alessandrino.