Toscana

Carcere, resta il nodo del medico nelle ore notturne

Visita del consigliere Eligi: edificio in buone condizioni, ma novanta persone ristrette superano la capienza prevista.

La Casa circondariale di Santa Caterina, in via dei Macelli a Pistoia, è stata al centro di una visita istituzionale del vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana Federico Eligi. L’iniziativa rientra in un percorso di ricognizione e vigilanza avviato per raccogliere informazioni sulle condizioni dell’assistenza alle persone detenute e preparare l’aggiornamento della legge regionale, ferma al testo del 2005.

Al termine del sopralluogo, Eligi ha descritto la struttura come sana, pulita, dignitosa e ben mantenuta, sottolineando che non sarebbero necessari interventi edilizi rilevanti. Il giudizio positivo sull’edificio, però, non cancella le criticità ancora presenti. Tra queste figura l’assenza di un medico durante le ore notturne, una lacuna considerata particolarmente delicata sul piano della tutela sanitaria.

Capienza superata e percorsi più difficili

Il problema più urgente resta quello del sovraffollamento. Nella struttura si trovano circa 90 detenuti, a fronte di una capienza inferiore. Secondo Eligi, anche se gli spazi sono giudicati adeguati, l’eccesso di presenze rende più complicata la gestione quotidiana e indebolisce i percorsi di rieducazione e reinserimento sociale previsti durante l’esecuzione della pena.

Il consigliere ha collegato il tema della permanenza in istituto a quello del ritorno nella società. A Santa Caterina, ha spiegato, molte persone scontano pene comprese tra uno e tre anni, con un limite massimo di cinque. Senza un percorso adeguato, il rischio indicato è che, una volta terminata la pena, possano tornare a commettere reati. In questo quadro, la disponibilità di interventi educativi, assistenziali e sanitari assume un ruolo centrale.

Assistenza sanitaria e personale

Tra gli aspetti positivi segnalati durante la visita c’è la presenza di un mediatore linguistico, ritenuto utile per costruire un dialogo con le persone detenute di origine straniera. Eligi ha inoltre riferito che il polo sanitario interno è presente e ben tenuto, sebbene disponga di spazi non particolarmente ampi. Le esigenze assistenziali, ha osservato, sono cambiate rispetto al passato anche per la presenza di molti giovani.

Un capitolo rilevante riguarda le dipendenze, che non si limitano all’uso di sostanze stupefacenti ma comprendono anche la ludopatia. Il superamento di queste problematiche viene considerato essenziale per favorire il reinserimento sociale. A fronte di queste necessità, la copertura sanitaria notturna rimane quindi una delle questioni da affrontare.

La situazione del personale è stata invece valutata positivamente. Eligi ha parlato di dipendenti esperti e di una polizia penitenziaria preparata a gestire la struttura con autorevolezza. Nel corso della visita è stata evidenziata anche la presenza di numerose donne alla guida degli istituti penitenziari. Il quadro emerso combina dunque condizioni edilizie giudicate buone con problemi organizzativi e assistenziali, a partire dalla mancanza del medico nelle ore notturne e dal numero di presenze superiore alla capienza.