Piemonte

Gerbido, ipotesi di un quarto impianto per i rifiuti

La società punta ad avviare i cantieri entro fine 2027, con una capacità annua fino a 800mila tonnellate

Gerbido, ipotesi di un quarto impianto per i rifiuti

La società che gestisce il Gerbido ha presentato alla Città Metropolitana un progetto per realizzare un quarto impianto destinato al trattamento dei rifiuti indifferenziati. L’obiettivo indicato è aumentare la capacità complessiva di smaltimento, arrivando a bruciare fino a 800mila tonnellate all’anno.

Il progetto si inserisce nel dibattito sulla gestione dei rifiuti e sulla capacità degli impianti esistenti di far fronte ai quantitativi prodotti. Il termovalorizzatore del Gerbido, già operativo, viene considerato non più sufficiente rispetto alle necessità prospettate. La nuova struttura dovrebbe quindi affiancare quelle già presenti, anche se dal testo non emergono dettagli sulla localizzazione precisa né sulle caratteristiche tecniche dell’opera.

Il progetto e i tempi previsti

Secondo la proposta sottoposta all’ente metropolitano, i cantieri potrebbero partire entro la fine del 2027. Prima dell’eventuale apertura dei lavori, il progetto dovrà essere esaminato nell’ambito delle procedure previste e valutato dalle istituzioni competenti. Al momento, dunque, si tratta di un piano presentato dalla società che gestisce il polo del Gerbido e non di un impianto già autorizzato o in costruzione.

La prospettiva di un ulteriore impianto è legata alla necessità di garantire uno sbocco ai rifiuti indifferenziati. Il progetto punta a una capacità di trattamento particolarmente elevata, pari a 800mila tonnellate annue, ma la sua efficacia dipenderebbe anche dall’andamento della produzione complessiva di scarti e dalla quantità destinata alla raccolta differenziata.

Il richiamo dell’Autorità regionale

Nel confronto è intervenuta anche l’Autorità regionale, che ha richiamato la necessità di ridurre la quantità di immondizia prodotta. Il messaggio è netto: anche con un nuovo impianto, una crescita continua dei rifiuti potrebbe rendere insufficiente la capacità di trattamento disponibile. Per questo, alla realizzazione delle infrastrutture dovrebbe affiancarsi una diminuzione dei quantitativi da gestire.

Il caso riguarda quindi due esigenze parallele: da una parte l’adeguamento della rete impiantistica attraverso il progetto presentato per il Gerbido, dall’altra la riduzione all’origine dei rifiuti. Saranno le valutazioni degli enti coinvolti a stabilire se e come il piano potrà procedere, mentre resta aperto il tema dell’equilibrio tra nuova capacità di smaltimento e contenimento della produzione di indifferenziata.