Un giardino pubblico dedicato a don Santino Brunetti: è la proposta partita dal quartiere di Maliseti dopo la scomparsa dello storico parroco della chiesa di San Giovanni Battista. A promuoverla è il Circolo Arci Quinto Martini, che ha avviato una raccolta di adesioni da sottoporre al Comune di Prato.
L’area individuata è il giardino pubblico con accessi da via Caduti Senza Croce e via di Maliseti, uno spazio frequentato quotidianamente da residenti, bambini, famiglie e anziani. L’iniziativa è nata pochi giorni dopo la morte di don Santino, avvenuta il 31 agosto, al termine di un impegno durato circa cinquant’anni nella comunità locale.
La proposta del quartiere
I promotori spiegano di non voler chiedere la realizzazione di un monumento, ma di legare il nome del sacerdote a un luogo pubblico già vissuto dagli abitanti. L’obiettivo è trasformare il ricordo di don Santino in uno spazio concreto e condiviso, inserito nella vita quotidiana del quartiere.
La proposta ha raccolto la disponibilità della Parrocchia San Giovanni Battista di Maliseti, rappresentata dal parroco don Marco Locati, della Misericordia – Sezione di Maliseti, con il presidente Andrea Colzi, oltre che di diversi commercianti e attività della zona. Queste realtà hanno scelto di collaborare alla raccolta delle adesioni.
Secondo quanto precisato dal Circolo Arci Quinto Martini, l’iniziativa non nasce con l’intento di presentare una petizione formale né di esercitare pressioni sull’amministrazione comunale. Le adesioni serviranno piuttosto a portare a Palazzo comunale la richiesta e il sentimento di una parte del quartiere.
La decisione spetterà al Comune
Don Santino Brunetti ha trascorso a Maliseti cinquant’anni, accompagnando generazioni di residenti e diventando una presenza stabile nella vita della comunità. Per i promotori, intitolargli il giardino significherebbe mantenere il suo nome accanto alle attività e agli incontri che si svolgono ogni giorno in quell’area.
Le adesioni raccolte saranno consegnate al Comune di Prato, al quale spetterà ogni valutazione sulla possibilità di accogliere la proposta e procedere eventualmente con l’intitolazione. Il Circolo Arci sottolinea che la richiesta nasce dal desiderio di mantenere il legame tra il sacerdote e il quartiere nel quale ha vissuto e operato per mezzo secolo.
La scelta del giardino avrebbe quindi un valore simbolico: non un luogo separato dalla comunità, ma uno spazio aperto a tutti, dove continuano a incontrarsi persone di diverse generazioni. L’iniziativa resta ora affidata alle valutazioni dell’amministrazione comunale.