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Rapita dall’ex e gettata dal cavalcavia dell’autostrada sul Mugello: chiusa nel bagagliaio era riuscita a chiamare il 112

A Finale ligure padre di famiglia spara e uccide la moglie, poi anche il figlio. I due episodi si sono consumati lungo l'autostrada in Toscana e all'interno di un'abitazione in Liguria

Rapita dall’ex e gettata dal cavalcavia dell’autostrada sul Mugello: chiusa nel bagagliaio era riuscita a chiamare il 112

Una manager quarantacinquenne, Lorena Isceri, originaria di Lecce e dirigente d’azienda con impiego nel nord Italia, ha perso la vita giovedì 3 settembre 2026 dopo essere stata vittima di un agguato. Il trentaseienne fiorentino Federico Vella l’ha attesa nel garage della casa dove la dirigente risiedeva, nel quartiere di Rifredi, per poi sequestrarla e rinchiuderla nel bagagliaio della propria autovettura.

Lorena Isceri e Federico Vella

L’aggressore trentaseienne si è poi diretto verso il tratto autostradale della A1 Panoramica. Durante il tragitto nel vano posteriore, la quarantacinquenne pugliese è riuscita a contattare via cellulare il numero unico di emergenza 112 e un conoscente. Avvedutosi della telefonata, il guidatore fiorentino ha arrestato il veicolo e sottratto il dispositivo alla vittima.

Il lancio dal viadotto Lora a Barberino di Mugello

Raggiunta l’altezza del viadotto Lora a Barberino di Mugello, vicino al bivio tra la A1 Panoramica e la Direttissima, il trentaseienne toscano ha gettato la quarantacinquenne leccese nel vuoto dal cavalcavia. Successivamente si è lanciato anch’egli nel precipizio. Una pattuglia della polizia stradale giunta da Pian del Voglio, allertata dalla sala operativa della questura di Firenze, ha tentato di intervenire mentre l’ex compagno trentaseienne pronunciava frasi sconnesse al margine del ponte.

L’intera sequenza è stata registrata dalle telecamere di Autostrade per l’Italia e dalle bodycam degli agenti. I soccorritori sanitari e i vigili del fuoco hanno rinvenuto i corpi privi di vita nel terreno sottostante. La procura ha disposto l’autopsia per accertare se la manager quarantacinquenne fosse ancora in vita al momento della caduta dal viadotto.

Poco prima del gesto, l’ex compagno trentaseienne aveva pubblicato su Instagram il messaggio “Addio a tutti”, preceduto nei giorni antecedenti da contenuti dedicati alla conclusione del loro legame sentimentale. L’arteria autostradale tra la A1 Direttissima e Roncobilaccio è stata temporaneamente chiusa al traffico.

Gli spari nella notte nella villetta di Finale Ligure

Nella notte tra mercoledì 2 settembre 2026 e giovedì 3 settembre 2026, una seconda tragedia si è consumata nel savonese, a Finale Ligure. Intorno a mezzanotte, all’interno di una villetta situata sulla collina panoramica, un impiegato cinquantanovenne del settore automotive, Daniele Baruzzo, ha impugnato la propria pistola legalmente detenuta colpendo a morte la moglie cinquantunenne, l’architetta Paola Siri, e il figlio quindicenne Mattia mentre dormivano nei loro letti.

Dopo aver tolto la vita ai due familiari, il cinquantanovenne liguria ha puntato l’arma contro se stesso togliendosi la vita. I vicini di casa hanno udito i tre colpi di pistola nella notte, ma la scoperta delle tre salme è avvenuta soltanto la mattina seguente con l’ingresso nell’abitazione dei carabinieri, dei vigili del fuoco, del pubblico ministero di turno e del medico legale.

Le motivazioni nella lettera e le reazioni della comunità

Nell’abitazione le forze dell’ordine hanno rinvenuto uno scritto autografo in cui l’impiegato cinquantanovenne spiegava il gesto legandolo a gravi difficoltà e problematiche familiari ritenute insostenibili. L’aggressore cinquantanovenne utilizzava abitualmente l’arma presso un poligono di tiro e secondo le testimonianze dei conoscenti si faticava a cogliere segnali di sofferenza esterna.

La vicenda presenta analogie con il recente dramma di Roma nel quartiere Pietralata, dove il padre quaranduenne Luca Abbasciano ha tolto la vita alla moglie quarantunenne Valentina Pambianco e alla figlia di cinque anni Bianca prima di suicidarsi, lasciando lettere legate alle spese per le cure della bimba.

L’amministrazione comunale di Finale Ligure, guidata dal sindaco Angelo Berlangieri, ha annullato le manifestazioni pubbliche in programma proclamando il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Anche la società sportiva Finale Calcio, squadra in cui militava il giovane quindicenne, ha sospeso ogni attività del settore giovanile fino a domenica in segno di rispetto per la scomparsa del proprio tesserato.