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Hamilton: “Per la Ferrari è un nuovo inizio. Antonelli in rosso? Non credo…”

Il pilota inglese della Ferrari parla alla vigilia del Gran Premio d'Italia in cui tutto il tifo sarà per loro...e per Kimi Antonelli

Hamilton: “Per la Ferrari è un nuovo inizio. Antonelli in rosso? Non credo…”

Il fine settimana di Monza si accende nel segno dell’entusiasmo, con Lewis Hamilton pronto a vivere il derby del tifo tra la Ferrari e il giovane talento Kimi Antonelli. Il sette volte campione del mondo approda al Gran Premio di casa della Scuderia con una carica straordinaria, consapevole della grande opportunità per recuperare terreno prezioso in classifica generale, approfittando anche delle penalità che costringeranno alcuni rivali a partire dal fondo della griglia. Il legame con il pubblico italiano resta fortissimo e speciale: “Per come la vedo io, qui è pasta, pizza, famiglia e Ferrari. Quindi tiferanno per noi. Certo Kimi (Antonelli, ndr.) sta facendo un lavoro straordinario e merita quello che sta ottenendo. Lui in Ferrari in futuro? Possibile, ma Toto (Wolff, ndr.) non lo lascerà andare via tanto presto”.

Per il pilota britannico, correre a Monza vestito di rosso rappresenta una certezza indescrivibile: “È la gara di casa ed è la sensazione più bella essere un pilota Ferrari in Italia. Correre una gara così iconica con il team più iconico è fenomenale. È il secondo anno di fila che vivo tutto questo, ma per me è ancora qualcosa di nuovo, a cui non mi sono abituato”. Il fascino del circuito si intreccia con il ricordo dei miti del passato. Quest’anno il Cavallino omaggia Michael Schumacher con una livrea celebrativa, un tributo che tocca da vicino il campione inglese: “Non l’ho ancora vista, ma le sette stelle sono belle perché le ho anch’io e quindi le sento un po’ mie. È pazzesco, l’anno scorso avevamo celebrato Niki Lauda, che era un mio amico, mentre Michael mi riporta alle domeniche più felici di quando ero bambino. Mi entusiasmavo guardando le sue gare, era bellissimo vederlo sulla Ferrari e sceglievo lui anche nei videogiochi. Ha fatto un lavoro fantastico durante la sua carriera e io ho avuto anche il privilegio di poter correre contro di lui”.

Oltre alla passione, la pista richiede concretezza. Il team porta novità tecniche sulla power unit per azzerare il deficit prestazionale: “Tutto aiuta, speriamo. Finora perdevamo quattro decimi in rettilineo. Quando vado in fabbrica vedo come stanno lavorando tutti e noto una concentrazione diversa. Vedo un nuovo inizio e sono fiero di loro. L’anno scorso non c’era la stessa ambizione e direzione che vedo quest’anno e adesso il lavoro è migliore. Il divario dai rivali ancora c’è, manca ancora qualcosa, ma vedere novità sulla macchina a ogni gara è entusiasmante. Sono convinto che abbiamo davvero tutto quello che serve per vincere”.

L’apporto dell’esperienza di Hamilton è stato determinante per guidare lo sviluppo: “Io non ero in Ferrari quando c’era Michael – ricorda – si dice che abbia contribuito alla svolta della squadra, ma è sempre una combinazione di persone. Credo che il compito del pilota sia lavorare con le figure principali del team e cercare di indirizzarle sulla strada giusta. Io sono arrivato portando un’esperienza diversa. Quando lavori da tanto tempo all’interno di una struttura è difficile vedere tutti i problemi, mentre arrivare da fuori ti offre un altro punto di vista. Non significa necessariamente che sia migliore, ma è interessante vedere come organizzazioni diverse lavorino in modi differenti per raggiungere lo stesso obiettivo”.

La determinazione del britannico ha persino superato i vincoli finanziari del team: “Ho spinto per avere alcuni elementi sulla vettura che inizialmente non potevamo introdurre per questioni di budget. È servita parecchia persuasione per convincere il team a cambiare determinate cose. Ho lavorato al simulatore e anche sulla preparazione dei weekend di gara. L’obiettivo era guardare le cose in maniera diversa e provare a portare qualcosa della mia esperienza. Persino Fred (Vasseur, ndr.) mi aveva detto che alcune cose non si potevano fare, ma sono grato che poi mi abbia seguito su alcuni aspetti. Sono fiero di vedere i progressi che stiamo facendo”.

Non mancano battute e considerazioni sul futuro di Antonelli: “Tutto è possibile. Magari un giorno anche lui potrebbe arrivare qui… E comunque non credo che Toto lo lascerà andare via tanto presto“. Guardando alla gara del giovane connazionale, costretto alla risalita: “Kimi partirà da dietro, ma penso che supererà tutti abbastanza facilmente. Hanno scelto di prendere la penalità qui anche per questo. Arrivare all’ottavo o al sesto posto per lui sarà abbastanza semplice. Noi dobbiamo pensare a trarre energia dai tifosi e cercare di proiettarci il più avanti possibile”.

Infine, l’incoraggiamento per il promettente pilota della Mercedes: “Kimi merita quello che sta ottenendo. Ha una squadra forte al suo fianco e ha Bono (Peter Bonnington, ndr.), che conosco molto bene, è costante, ostinato e sa indicargli la strada giusta. Kimi ha lavorato nell’ombra mia e di George, ha potuto osservare quello che facevamo. Vedere così tanti progressi e questa costanza in un pilota così giovane è significativo. È un bagaglio destinato a crescere ancora, considerando quanto margine abbia davanti a sé”.