Nella mattinata di mercoledì 3 settembre 2026, le sezioni Anpi di Cesena e Cesenatico hanno ricordato l’ottantaduesimo anniversario dell’eccidio avvenuto allo sferisterio della Rocca. Una delegazione si è recata sul posto e ha deposto un mazzo di garofani rossi sotto la lapide dedicata agli otto partigiani fucilati dai fascisti il 3 settembre 1944.
Gli arresti nell’estate del 1944
Secondo la ricostruzione diffusa dall’Anpi, nella seconda metà di agosto del 1944 le Brigate Nere riuscirono a individuare un gruppo di marinai disertori che intendevano unirsi alle formazioni partigiane. L’operazione sarebbe stata favorita dalla collaborazione di alcuni delatori, tra cui un ex partigiano catturato, che secondo alcune testimonianze poteva essere un infiltrato. I marinai furono uccisi il 18 agosto al ponte di Ruffio e, nello stesso periodo, vennero individuati diversi componenti dei Gap della zona di Cesenatico.
Nei giorni intorno al 20 agosto, i fascisti arrestarono Urbano e Gino Sintoni nella loro abitazione di Villalta di Cesenatico. Sebastiano Sacchetti, Oberdan Trombetti, Gino Quadrelli e Gino Cecchini furono invece catturati nella casa di quest’ultimo, a Bagnarola di Cesenatico. I quattro erano considerati tra i responsabili dell’affondamento di due barconi nel porto canale, avvenuto nel luglio dello stesso anno per impedire che le imbarcazioni venissero fatte affondare dai tedeschi all’entrata del porto, ostacolando così un eventuale ingresso degli Alleati dal mare.
Urbano Venanzio Fusconi fu catturato a San Giorgio il 22 agosto, durante un’irruzione nella casa del colono Colombo Barducci. Nell’abitazione si era appena conclusa una riunione di antifascisti. Nell’operazione furono uccisi lo stesso Barducci ed Ernesto Barbieri, indicato come responsabile del Cln di Cesena. Tra gli arrestati di quei giorni figuravano anche Adamo Arcangeli, Dino Ricci, Dario e Clara Sintoni, fratello e sorella di Gino e Urbano, e Iris Casadio, cognata dei Sintoni. Antonio Sintoni, marito di Iris e fratello di Gino e Urbano, riuscì invece a fuggire.
La fucilazione alla Rocca
Una relazione del settembre 1944, redatta dal segretario del fascio di Cesena Guido Garaffoni per il capo della provincia di Forlì, riportava altri arresti compiuti grazie alle delazioni. Tra le persone indicate figuravano Maria Di Lorenzo, Afra Montanari, Giovanna Brandolini, Giuseppina Manuzzi, Pia Battistini, Mario Lumini, Giulio Pellicciari, Quinta ed Ester Buccelli, Armando Faraoni, Elmo Farnedi e Romeo Motta, successivamente deportati in Germania.
Adamo Arcangeli, Gino Cecchini, Urbano Venanzio Fusconi, Gino Quadrelli, Sebastiano Sacchetti, Urbano e Gino Sintoni e Oberdan Trombetti furono condotti alla Rocca Malatestiana. Dopo gli interrogatori e le torture, la sera del 3 settembre vennero portati nello sferisterio, legati con un’unica fune, e fucilati. La loro memoria è ricordata anche da un monumento nel cimitero di Cesenatico.