Piemonte

Stop europeo ai prodotti animali brasiliani non conformi

Dal 3 settembre esclusi bovini, pollame, miele e acquacoltura privi di garanzie equivalenti a quelle richieste nell’Unione.

Dal 3 settembre l’Unione europea non autorizzerà più l’ingresso di una serie di prodotti di origine animale brasiliana quando non risulteranno conformi a standard equivalenti a quelli richiesti agli allevatori europei. La misura riguarda, tra gli altri, carni bovine, pollame, miele e prodotti dell’acquacoltura.

Il provvedimento interviene sulle condizioni di accesso al mercato europeo e introduce, secondo Coldiretti, un criterio di reciprocità nei confronti delle produzioni provenienti da Paesi terzi. Il principio prevede che chi intende vendere alimenti nell’Unione debba garantire livelli comparabili in materia di tracciabilità, benessere animale e sicurezza alimentare.

La posizione di Coldiretti

Coldiretti e Filiera Italia definiscono la decisione una vittoria ottenuta dopo una battaglia condotta in Italia e a Bruxelles. Le due organizzazioni precisano di non voler contestare il commercio internazionale in quanto tale, ma le condizioni che, a loro giudizio, avrebbero prodotto una concorrenza sleale ai danni degli agricoltori europei.

Secondo Roberto Guerrini, presidente di Coldiretti Vercelli-Biella, e Domenico Pautasso, direttore della federazione, la tutela del reddito degli allevatori e della salute dei cittadini richiede regole uguali per le produzioni interne e per quelle importate. Nel loro intervento sottolineano che alle imprese europee sono richiesti investimenti e obblighi rigorosi, mentre non sarebbe più accettabile che gli stessi requisiti venissero meno per alimenti provenienti da migliaia di chilometri di distanza.

Per Coldiretti, lo stop contribuirà anche a difendere le razze autoctone e il lavoro degli imprenditori zootecnici. L’organizzazione considera la reciprocità non uno slogan, ma un possibile criterio generale per la politica commerciale europea, con controlli e garanzie equivalenti per tutti gli alimenti destinati ai consumatori dell’Unione.

Il richiamo ad altri prodotti

Guerrini e Pautasso chiedono inoltre che lo stesso principio venga applicato ad altre importazioni ritenute non sottoposte a condizioni comparabili a quelle italiane. Tra gli esempi citati figura il grano canadese trattato in preraccolta con glifosato, pratica che, secondo Coldiretti, non è consentita agli agricoltori italiani.

La posizione espressa dall’organizzazione è quindi quella di estendere il criterio adottato nei confronti del Brasile a tutte le produzioni che arrivano sul mercato europeo. L’obiettivo indicato è assicurare stesse regole, stessi controlli e stesse garanzie, senza distinguere in base al Paese di provenienza.