Dal 15 settembre 2026 entrerà in vigore la nuova stretta del governo della Thailandia sulla durata dei soggiorni senza visto. Per i cittadini di oltre 90 Paesi, compresi quelli dell’Area Schengen e quindi anche l’Italia, il periodo massimo concesso all’ingresso scenderà da 60 a 30 giorni.
La decisione era stata annunciata già a maggio e viene motivata dalle autorità con le preoccupazioni legate alla sicurezza in alcune delle principali località turistiche del Paese. In queste aree si sono verificati numerosi arresti di stranieri, con accuse che vanno dai reati legati alla droga alla tratta di esseri umani, fino alla gestione di attività come hotel e scuole senza le autorizzazioni necessarie.
La regola non sarà retroattiva
Il nuovo limite non avrà effetto retroattivo. Chi entrerà in Thailandia entro il 14 settembre 2026 riceverà quindi un timbro valido per 60 giorni. Anche i viaggiatori già presenti nel Paese manterranno il periodo di permanenza assegnato al momento dell’arrivo.
L’ufficio consolare del ministero degli Esteri thailandese non ha ancora comunicato quale sarà lo status dei visitatori provenienti da altri 20 Paesi non inclusi nell’elenco interessato dalla modifica.
La stretta non riguarderà tutti allo stesso modo. I cittadini di Perù, Brasile e Corea del Sud beneficeranno infatti di un’estensione del soggiorno senza visto: a partire da metà settembre potranno fermarsi fino a 90 giorni, contro i 60 attualmente previsti.
Il visto per soggiorni più lunghi
Chi intende rimanere più a lungo potrà valutare il Destination Thailand Visa, noto come Dtv. Si tratta di un visto a ingressi multipli con validità di cinque anni, rivolto ai nomadi digitali e ai lavoratori da remoto, ma anche a chi partecipa ad attività legate al cosiddetto soft power thailandese, come corsi di Muay Thai o di cucina locale.
Per ottenere il Dtv è necessario dimostrare la disponibilità di almeno 500.000 baht, pari a circa 13.000 euro, su un conto bancario. I lavoratori da remoto devono inoltre provare di avere un impiego con sede al di fuori della Thailandia.
Il turismo continua intanto a rappresentare un settore centrale per l’economia thailandese, con un peso superiore al 10% del Pil. Il Paese resta tra le destinazioni più visitate dell’Asia, anche se i flussi non sono ancora tornati ai livelli precedenti alla pandemia.
Dall’inizio del 2026 la Thailandia ha accolto quasi 21 milioni di visitatori stranieri. Il dato è tuttavia inferiore del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e conferma il rallentamento della ripresa turistica.