Costa d’Amalfi, il patrimonio dei limoni tra terrazzamenti e sentieri

La varietà IGP interessa 12 località e accompagna un itinerario di 2,5 chilometri fra Maiori e Minori.

La Costa d’Amalfi non è soltanto una delle aree più note del turismo campano per i suoi borghi e i paesaggi affacciati sul mare. Tra le caratteristiche che definiscono questo territorio ci sono anche i terrazzamenti agricoli, dove la coltivazione dei limoni si è sviluppata in condizioni difficili, lungo pendii e alture. Qui la tradizione continua a convivere con l’attenzione alla tutela del paesaggio e alla valorizzazione delle produzioni locali.

Il protagonista è lo Sfusato Amalfitano, la varietà dalla forma allungata tutelata dal disciplinare del Limone Costa d’Amalfi IGP. L’area riconosciuta comprende 12 località: oltre ad Amalfi, figurano Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare. La superficie coltivata è di circa 400 ettari e la produzione raggiunge ogni anno le 8.000 tonnellate, nonostante le difficoltà logistiche e la resa più contenuta rispetto alle coltivazioni industriali.

Una varietà legata al territorio

Il nome sfusato richiama la forma del frutto, allungata e di dimensioni generose. La buccia, di colore giallo intenso, sprigiona un profumo caratteristico dovuto alla presenza di biomolecole come il limonene. La polpa contiene acido ascorbico, cioè vitamina C, e il prodotto viene utilizzato sia fresco sia nella preparazione di ricette tipiche. Tra gli impieghi più conosciuti c’è il limoncello, ormai diffuso anche fuori dall’Italia.

La pianta presenta il polimorfismo tipico della specie e consente di ottenere più raccolti nel corso dell’anno. La stagione considerata più favorevole è quella tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, quando il clima mite contribuisce alle caratteristiche dei frutti. La coltivazione, però, resta impegnativa e in alcune aree si registra un progressivo allontanamento dalle attività agricole, legato soprattutto alla complessità del lavoro e alle difficoltà di accesso ai terreni.

Il Sentiero dei Limoni e le pagliarelle

Un segno distintivo delle limonaie locali sono le pagliarelle, coperture realizzate con una struttura in legno e stuoie di paglia. Servivano a proteggere le piante e rappresentano ancora oggi una soluzione basata sull’impiego di materiali disponibili sul posto. Il loro deterioramento, provocato da vento, pioggia e sole, rendeva necessaria una manutenzione costante, ma la loro presenza continua a caratterizzare alcuni dei paesaggi agricoli più riconoscibili della zona.

Tra Maiori e Minori si sviluppa il Sentiero dei Limoni, un percorso di circa 2,5 chilometri che attraversa la fascia verde tra i due comuni. Il dislivello è contenuto entro i 160 metri, con una salita nella parte iniziale e una discesa progressiva verso la conclusione. L’itinerario, segnalato e percorribile in circa 3 ore, offre scorci panoramici, tra cui il Belvedere della Mortella a Minori, e attraversa un ambiente ricco di fiori, arbusti e alberi da frutto, come i carrubi. Lungo il tragitto si trovano anche piastrelle decorate che richiamano la tradizione ceramica di Vietri sul Mare.

Il percorso odierno restituisce solo in parte la fatica affrontata in passato dalle furmechelle, termine che significa piccole formiche e che indicava le donne incaricate di raccogliere e trasportare i limoni. Nell’Ottocento percorrevano le stradine e i terrazzamenti per portare i frutti ai mercati e alle abitazioni dei ceti più agiati. La loro storia completa il quadro di una produzione che non riguarda soltanto l’agricoltura, ma anche la memoria e l’identità delle comunità della Costiera.