Piemonte

Sindaci uniti contro la riduzione dei servizi bancari

Amministratori piemontesi chiedono aperture minime e confronto con gli istituti per tutelare anziani, imprese e comunità.

Il progressivo ridimensionamento dei servizi bancari nei piccoli centri del Piemonte preoccupa amministratori e comunità locali. A Calliano Monferrato i sindaci e i rappresentanti di diversi Comuni di Monferrato, Langa, Val Bormida e di altre aree regionali si sono riuniti per sottoscrivere un manifesto dal titolo Banche chiuse, territori aperti. Il documento punta l’attenzione sulla riduzione degli orari di apertura al pubblico di alcune filiali, con particolare riferimento agli sportelli della Banca di Asti.

Secondo gli amministratori, il taglio delle aperture rischia di indebolire il tessuto economico e sociale dei paesi, soprattutto nelle aree dove il turismo e le attività produttive rappresentano una componente importante dell’economia locale. In alcune filiali, la presenza settimanale sarebbe passata da cinque a due giorni. Una modifica che, secondo i promotori dell’iniziativa, crea difficoltà agli anziani, alle persone con minore dimestichezza con l’home banking e a chi non dispone di mezzi o possibilità per raggiungere altri sportelli.

Le preoccupazioni dei Comuni

Mauro Rodini, sindaco di Grazzano Badoglio, ha definito la situazione un campanello d’allarme per le fasce più fragili della popolazione. Il primo cittadino ha collegato la riduzione dei servizi bancari alla progressiva perdita di altri presidi nei piccoli paesi, citando scuole, farmacie e attività essenziali. Per Marco Testore, vicesindaco di Quattordio, il problema riguarda anche le imprese: nel territorio sono presenti multinazionali e numerose piccole e medie aziende, che potrebbero dover fare i conti con tempi più lunghi agli sportelli.

Gabriella Brillado, vicesindaco di Mombaruzzo, ha sottolineato le possibili ricadute su un’area in espansione e caratterizzata dalla presenza di strutture legate al turismo internazionale. Tra gli amministratori cresce inoltre il timore che la contrazione degli orari possa preludere alla chiusura definitiva delle filiali. Fabio Mondo, consigliere comunale di Bubbio, ha espresso il dubbio che la diminuzione del servizio possa ridurre il numero dei correntisti e diventare l’anticamera di un abbandono più radicale.

Le richieste agli istituti

Paolo Belluardo, sindaco di Calliano Monferrato, ha spiegato che l’incontro nasce dalla volontà dei Comuni di fare fronte comune per difendere il territorio e chiedere certezze alla Cassa di risparmio di Asti, considerata dagli amministratori una banca legata all’area. Il manifesto sollecita quindi un confronto con Abi e gli istituti di credito, chiedendo di garantire almeno un presidio bancario in ogni Comune e di individuare soluzioni condivise.

Il documento invita inoltre Regione Piemonte e Governo a riconoscere i servizi bancari come essenziali e a prevedere incentivi per gli istituti che mantengono gli sportelli nei centri con meno di cinquemila abitanti. A Province e Anci Piemonte viene chiesto un sostegno politico e istituzionale. Tra le iniziative annunciate figura anche un convegno pubblico destinato a coinvolgere cittadini e imprese. Al manifesto hanno aderito, tra gli altri, Calamandrana, Caluso, Villata, Castelletto Sopra Ticino, Castell’Alfero, Monastero Bormida, Tonco, Livorno Ferraris, Rocchetta Tanaro, Borgo D’Ale, Monale e Borgo Vercelli.

Nel dibattito è emersa anche l’ipotesi di favorire l’arrivo di nuovi operatori. Bruno Doriano, sindaco di Grana Monferrato, ha ricordato che nel suo Comune la filiale è stata chiusa sette anni fa e ha riferito di essere stato contattato da un altro istituto interessato ad aprire uno sportello. L’amministratore si è detto favorevole alla possibilità, considerandola un’opportunità per restituire un servizio alla comunità.