Trentino-Alto Adige

Raduno di estrema destra, Pietramurata sotto sorveglianza

Oltre 140 agenti presidieranno l’area fino al 6 settembre, mentre associazioni e partiti sfileranno contro l’iniziativa

Pietramurata di Dro, nell’Alto Garda trentino, si è svegliata sotto un imponente dispositivo di sicurezza per l’avvio di Ritorno a Camelot, il raduno organizzato dal Veneto Fronte Skinheads. L’iniziativa, in programma dal 3 al 6 settembre nell’area privata dell’Hotel Ciclamino, prevede concerti, convegni e momenti di approfondimento e dovrebbe richiamare oltre 400 simpatizzanti della galassia naziskin provenienti da diversi Paesi europei.

Questura e prefettura hanno predisposto più di 140 agenti per il controllo dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il personale dovrà monitorare l’area dell’incontro e verificare il rispetto delle prescrizioni stabilite dalle autorità, sia all’interno sia all’esterno della struttura. Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito a Trento il primo settembre, ha autorizzato lo svolgimento della manifestazione senza interromperne l’organizzazione.

Le prescrizioni e la protesta

Il commissariato del governo ha notificato agli organizzatori una serie di regole: non potranno essere utilizzati slogan riconducibili a ideologie nazi-fasciste né manifesti inneggianti all’odio razziale o religioso. Sono inoltre vietati gesti e comportamenti in contrasto con la legge. Le indicazioni arrivano in un contesto di forte contestazione da parte di associazioni, partiti e cittadini, che nei giorni scorsi hanno consegnato un appello alla commissaria del governo Isabella Fusiello chiedendo di fermare il raduno.

Nel pomeriggio del 3 settembre sindacati, esponenti politici e rappresentanti della società civile hanno annunciato una manifestazione di protesta nella frazione. Almeno cinque pullman partiranno da Trento per il corteo Autonomia è democrazia. Per consentire lo svolgimento dell’iniziativa è prevista la chiusura della statale Gardesana dalle 16.30 alle 20. Le deputate Sara Ferrari del Partito democratico e Stefania Ascari del Movimento 5 Stelle hanno inoltre presentato due interrogazioni parlamentari sul caso.

Il Veneto Fronte Skinheads ha accusato la sinistra locale di voler aumentare la tensione e ha sostenuto che il raduno, organizzato dal 1991, non avrebbe mai provocato problemi di ordine pubblico in oltre trent’anni. In una nota, l’associazione ha invitato i partecipanti a mantenere un comportamento decoroso, a non accettare provocazioni e a non rilasciare dichiarazioni prima, durante e dopo l’evento. Gli organizzatori hanno anche ribadito l’obiettivo di evitare disagi e di garantire il regolare svolgimento dell’iniziativa.

Le presenze annunciate

Tra gli elementi che hanno alimentato il dibattito c’è la possibile partecipazione di una delegazione di Blood & Honour, rete neonazista nata nell’ambiente musicale skinhead. Non è arrivata una conferma ufficiale, ma il logo dell’organizzazione è comparso su alcuni materiali diffusi sui social per promuovere l’appuntamento. Il governo britannico ha inserito Blood & Honour, dal gennaio 2025, nell’elenco delle organizzazioni sottoposte a sanzioni antiterrorismo, con il conseguente congelamento dei beni.

È stata inoltre annunciata la partecipazione di Emilio Giuliana, responsabile trentino di Futuro Nazionale. Il leader del partito, Roberto Vannacci, ha definito la presenza una scelta individuale, precisando che ogni iscritto è libero di partecipare alle iniziative che ritiene opportune purché rispetti la legalità e i principi dello statuto.

Il raduno si svolge mentre a Trento è attesa, il 5 settembre, la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le celebrazioni degli 80 anni dell’accordo Degasperi-Gruber. Sul tavolo del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che sarà allargato anche ai procuratori di Trento e Rovereto, è atteso anche il parere della commissione provinciale di polizia amministrativa, che avrebbe raccomandato un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine.

Il Veneto Fronte Skinheads, nato in Veneto nel 1986 e formalmente divenuto associazione culturale nel 1990, è una realtà storica della destra radicale italiana. La sua vicenda è collegata alla scena skinhead, ai concerti Rock Against Communism e alla rete di gruppi confluita negli anni Novanta in Base Autonoma. Il movimento è stato coinvolto anche in diverse inchieste giudiziarie. Per l’omicidio di Nicola Tommasoli, aggredito a Verona nel 2008, cinque esponenti dell’ambiente skinhead veronese sono stati condannati in via definitiva. Per un blitz del 2017 a Como, invece, tredici militanti sono stati assolti in appello nel 2023 perché il fatto non sussiste.