Rileggere i principi della Costituzione alla luce delle scelte sulla scuola pubblica, sia a livello nazionale sia locale. È l’obiettivo dell’intervento del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle, che collega il dibattito sui finanziamenti alle scuole paritarie alla vicenda dell’istituto Corridoni di Como.
Nel documento, i pentastellati contestano la decisione del Governo di destinare bonus fino a 1.500 euro alle scuole paritarie e l’ipotesi di rendere strutturale questa misura. Secondo il M5S, le risorse dovrebbero essere indirizzate in via prioritaria al rafforzamento della scuola pubblica, anche alla luce dell’aumento dei costi del materiale e del corredo scolastico sostenuti dalle famiglie.
Il gruppo richiama l’articolo 33 della Costituzione, che riconosce la libertà di istituire scuole private senza oneri per lo Stato, e l’articolo 34, secondo cui la scuola è aperta a tutti e l’istruzione obbligatoria deve essere gratuita. Da qui la richiesta di considerare l’istruzione un presidio di uguaglianza, inclusione e cittadinanza, non una voce di bilancio da comprimere.
La vicenda dell’istituto Corridoni
Il passaggio dal quadro nazionale a quello locale riguarda la scuola Corridoni, diventata negli ultimi mesi uno dei temi del confronto sulle politiche scolastiche cittadine. Secondo il Movimento 5 Stelle, un edificio ancora funzionante sarebbe stato dismesso rapidamente in relazione alle esigenze collegate alla classificazione UEFA dello stadio Giuseppe Sinigaglia.
L’intervento precisa di non voler contestare nel merito un eventuale progetto di riqualificazione dell’impianto sportivo, anche perché, sottolinea il gruppo, nessun progetto è ancora pubblico. La critica si concentra invece sul metodo seguito dall’Amministrazione comunale e sul rapporto con l’interlocutore privato.
Prima di procedere alla dismissione di una struttura scolastica, sostiene il M5S, l’Amministrazione dovrebbe spiegare quale interesse generale intenda perseguire e quali alternative siano state valutate. Nel documento viene richiamato anche l’articolo 41 della Costituzione, indicato come riferimento per sostenere che l’interesse economico o particolare non possa prevalere sulla tutela dei beni comuni e sull’utilità sociale.
La proposta del Reddito Scolastico Comunale
Per il gruppo pentastellato, il caso Corridoni va inserito in una riflessione più ampia sulle politiche educative e sulle scelte amministrative. Nel documento sono citati anche Erba e Appiano Gentile, dove sarebbero stati ottenuti finanziamenti per la riqualificazione energetica degli edifici scolastici. La proposta è di non considerare la scuola una variabile urbanistica, ma un investimento per la collettività.
Nello stesso intervento trova spazio il progetto di Reddito Scolastico Comunale, elaborato dal professor Luca Michelini e proposto a NOVA – Parola all’Italia dal professor Donato Lamonaca. Il M5S propone che Como possa diventare un Comune pionieristico nell’applicazione della misura, con l’obiettivo di rendere più concreta la gratuità dell’istruzione obbligatoria.
Il progetto prevede un contributo comunale di 300 euro a trimestre, fino a un massimo di 900 euro annui per ciascun alunno delle scuole pubbliche primarie e secondarie di primo grado. L’erogazione sarebbe prevista senza selezione ISEE, previa verifica della frequenza e delle spese sostenute, per coprire costi come materiale scolastico, trasporti e mensa. Le famiglie potrebbero rinunciare volontariamente alla somma, in tutto o in parte, destinandola a un fondo comunale per investimenti educativi e culturali.