Gianfranco Spadoni, consigliere comunale della Lega-Lista per Ravenna, critica l’atteggiamento della Regione nei confronti dei risultati raggiunti dalla rete sanitaria romagnola. Secondo l’esponente politico, alcuni interventi di particolare rilievo realizzati negli ospedali della Romagna non riceverebbero lo stesso riconoscimento riservato a iniziative analoghe condotte in strutture dell’Emilia.
La posizione è stata espressa in un contributo esterno pubblicato il 2 settembre 2026. Spadoni sostiene di osservare da tempo una differenza nella comunicazione e nell’apprezzamento istituzionale delle attività svolte nei diversi territori regionali. A suo giudizio, quando specialisti e strutture emiliane ottengono risultati significativi, non mancano elogi da parte dei vertici regionali; gli interventi realizzati negli ospedali romagnoli, invece, passerebbero spesso inosservati o senza commenti pubblici.
Gli esempi citati in Emilia e Romagna
Nel suo ragionamento, il consigliere richiama alcuni casi presentati come esempi di eccellenza emiliana: l’asportazione di un tumore toracico infiltrante eseguita a Baggiovara in collaborazione con il Policlinico di Modena, le nuove tecniche per la riparazione della cuffia dei rotatori adottate all’Istituto ortopedico Rizzoli e l’attività di alta specializzazione nella chirurgia del colon retto svolta al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi. Risultati che, osserva Spadoni, hanno ricevuto il giusto apprezzamento da parte della Regione.
La stessa attenzione, secondo il consigliere, dovrebbe essere riservata a quanto avviene nella rete ospedaliera romagnola. Tra gli episodi citati figurano la rimozione di sarcomi complessi all’ospedale Morgagni di Forlì e un delicato intervento per la sindrome del midollo ancorato occulto, patologia complessa trattata dal dottor Veronesi nella struttura di neurochirurgia dell’ospedale di Faenza. Spadoni ricorda inoltre il recente premio alla carriera conferito allo pneumologo professor Poletti, anch’egli di Forlì.
Il nodo dell’Area vasta
Per Spadoni, questi episodi dimostrerebbero l’esistenza di competenze e professionalità di rilievo anche nell’area romagnola, nonostante una visibilità che definisce insufficiente. Da qui la percezione che l’Area vasta romagnola, indicata come la più grande organizzazione sanitaria del territorio regionale, venga considerata una sorta di Cenerentola rispetto alla parte emiliana.
Il consigliere collega questa valutazione anche alla situazione dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, che definisce il nosocomio più grande dell’Area vasta e che, a suo parere, rappresenterebbe un esempio evidente di depotenziamento. Nel testo non vengono indicati specifici provvedimenti o dati a sostegno di questa valutazione, ma viene chiesto implicitamente un maggiore riconoscimento per i risultati ottenuti dalle strutture sanitarie della Romagna.