Non finisce mai. È il richiamo rilanciato da Simona Larghetti, consigliera regionale di Avs, dopo la morte di Gabriele Vicinelli, 28 anni, deceduto domenica mattina in viale Togliatti mentre era alla guida della sua moto. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio, ma secondo Larghetti sono sempre più frequenti i casi di giovani motociclisti che, soprattutto durante la notte, perdono il controllo del mezzo e muoiono senza che siano coinvolti altri veicoli.
Una scia di nomi e storie
La riflessione della consigliera, da tempo promotrice della Città 30, si concentra sulla sicurezza delle strade e sulla memoria delle vittime. Larghetti ricorda come, dopo gli incidenti, restino spesso le cronache sui giornali e le commemorazioni degli amici, prima che l’attenzione si sposti altrove. Per questo ha scelto di richiamare alcune delle storie di ragazzi morti negli ultimi anni sulle strade di Bologna e della provincia.
Tra i nomi citati c’è quello di Riccardo Ranuzzi, che aveva 19 anni quando, nel marzo 2025, perse il controllo della sua Aprilia a Villanova di Castenaso mentre rientrava a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. Larghetti ricorda anche Lorenzo Finetti, morto a 16 anni dopo aver perso il controllo della moto in via Calamosco, e Leonardo Busi, che aveva 21 anni quando il suo scooter finì contro un palo alla rotonda Verenin al Savena.
Il tema della velocità
Secondo la consigliera, queste vicende non possono essere archiviate come episodi inevitabili della mobilità urbana. Le vittime, sottolinea, hanno lasciato famiglie e amici e ogni caso porta con sé una storia personale che non dovrebbe essere dimenticata. Al centro della sua denuncia c’è quella che definisce una cultura della velocità, vissuta come divertimento, libertà e modo di occupare lo spazio urbano, soprattutto nelle ore notturne.
Larghetti precisa che insistere sul rispetto dei limiti non significa mettere in discussione la libertà di spostarsi. L’obiettivo, sostiene, è ridurre il rischio che altri viaggi si trasformino in tragedie e fare in modo che chi parte possa tornare a casa. Il richiamo arriva mentre resta da chiarire la dinamica della morte di Gabriele Vicinelli, l’ultimo giovane motociclista ricordato nel suo intervento.
La consigliera invita quindi a non considerare normale la perdita di una vita durante uno spostamento. Anche un tempo ridotto di percorrenza, osserva, non può valere più della sicurezza di chi viaggia. La sua presa di posizione riporta così nel dibattito pubblico il rapporto tra velocità, comportamenti alla guida e prevenzione degli incidenti sulle strade del territorio.