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Corriere morto durante una consegna, la replica di Afs

L’impresa esprime vicinanza ai familiari e precisa: contratto stabile, livello superiore e verifiche già avviate.

Pasquale Andriotta, corriere di 42 anni, è morto dopo essere stato colpito da un malore mentre effettuava una consegna, lunedì 31 agosto. Afs Service, l’azienda per la quale lavorava, ha diffuso una nota nella quale esprime cordoglio alla famiglia e ricostruisce alcuni aspetti del rapporto professionale con il dipendente.

La posizione dell’azienda

Secondo quanto riferito da Afs, il lavoratore era considerato un dipendente valido e, il 24 agosto, aveva ricevuto comunicazione dell’imminente trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato. La modifica, stando alla nota, sarebbe diventata effettiva dal 1° settembre, dunque pochi giorni dopo il decesso.

L’azienda precisa inoltre che la trasformazione avrebbe comportato un aumento di livello e l’assegnazione di una mansione superiore. Le formalità necessarie, compresa la visita medica, sarebbero state quasi tutte completate. Afs sottolinea quindi che la conferma del rapporto di lavoro era già stata avviata prima della tragedia.

Le verifiche sull’accaduto

Nella nota, Afs contesta le ricostruzioni che definisce fuorvianti e le accuse rivolte alla società. L’impresa afferma di voler fare riferimento esclusivamente agli elementi oggettivi che emergeranno dagli accertamenti, anche per rispetto nei confronti di Andriotta e dei suoi familiari. La società si riserva inoltre di valutare eventuali iniziative legali a propria tutela.

Afs sostiene che il benessere dei lavoratori rappresenti una priorità e afferma di predisporre le turnazioni nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro, mantenendo anche un confronto con le organizzazioni sindacali presenti nell’appalto. L’azienda ha comunicato di essere impegnata nelle verifiche e negli adempimenti collegati al caso e di voler fornire ulteriori informazioni dopo aver acquisito tutta la documentazione necessaria.

Nel frattempo, secondo quanto riferito dalla stessa società, l’amministratore unico di Afs ha garantito personalmente il supporto alla famiglia del lavoratore, sia sotto il profilo economico sia sotto quello morale. La ricostruzione completa della vicenda resta legata agli accertamenti sul malore che ha colpito Andriotta mentre era impegnato nell’attività di consegna.