La possibilità di realizzare un Centro di permanenza per il rimpatrio nella frazione di Pallerone continua a dividere il mondo politico della Lunigiana. Il progetto, ancora al centro del confronto tra istituzioni locali, Regione Toscana e Governo, ha riacceso il dibattito sull’opportunità di individuare nell’area una struttura destinata a ospitare cittadini stranieri in attesa del rimpatrio.
La contrarietà dell’amministrazione
La maggioranza comunale di Aulla, riunita nel gruppo consiliare Aulla nel cuore, ribadisce la propria opposizione all’insediamento di un Cpr, sia a Pallerone sia in qualsiasi altra parte del territorio comunale. Secondo gli amministratori, l’immigrazione non può essere affrontata come un’emergenza permanente né attraverso strutture detentive, ma dovrebbe essere gestita con modelli europei, democratici e orientati all’integrazione.
La posizione è condivisa dall’amministrazione locale, dalle altre municipalità della zona e dalla Regione Toscana. Il sindaco di Aulla e presidente della Provincia, Roberto Valettini, ha rivendicato la coerenza dell’azione istituzionale e ha ricordato che il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità tre delibere contrarie alla realizzazione della struttura.
Valettini ha inoltre riferito di avere illustrato direttamente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi le ragioni tecniche, logistiche e sociali che, a suo giudizio, renderebbero la Lunigiana inidonea a ospitare un Cpr. Il primo cittadino ha confermato l’impegno a difesa della comunità locale, precisando però che il suo ruolo consente di assumere impegni per il Comune e, in qualità di presidente della Provincia, per il territorio provinciale. Per la Regione, ha aggiunto, esiste una specifica delibera del Consiglio regionale.
La proposta della Lega
Di segno opposto è la posizione del deputato leghista Andrea Barabotti, che invita le forze politiche a superare quelli che definisce rifiuti ideologici e a confrontarsi con le responsabilità di governo. Per la Lega, i Cpr rappresentano uno strumento necessario per rendere effettive e trasparenti le espulsioni dei cittadini stranieri privi di titolo di soggiorno o considerati pericolosi per la collettività.
Il partito contesta quindi l’opposizione preventiva del Partito Democratico e degli amministratori locali all’ipotesi di Pallerone. Per affrontare il confronto con il Governo, la Lega ha promosso una proposta di legge regionale di iniziativa popolare che punta a impegnare la Toscana nella ricerca di un’area alternativa ritenuta idonea.
La proposta indica alcuni requisiti per la scelta del sito: aree demaniali o industriali dismesse, con bassa pressione abitativa, adeguate infrastrutture logistiche e assenza di impatti su luoghi sensibili. Barabotti sostiene che la Regione dovrebbe assumere un ruolo attivo nell’individuazione delle aree e nel sostegno agli enti locali. Il confronto sul possibile Cpr resta dunque aperto, con il territorio schierato contro l’insediamento e la Lega impegnata a sollecitare una soluzione regionale.