Una ragazza qualunque, cassiera in un supermercato, mangia un vecchio salame prodotto dal nonno e si ritrova con la pelle trasformata in metallo e le braccia capaci di diventare armi. È l’origine della storia di Giulia Lombardi, conosciuta come Barda, protagonista ambientata nella Brescia del 2070.
Quando indossa la maschera, Giulia diventa Fidelis, nome ispirato all’iscrizione sulla Loggia. Il personaggio è al centro di Pa e Salàm, il fumetto realizzato da Serena Visini con l’obiettivo di riscoprire il dialetto bresciano attraverso parole, detti popolari e una vicenda fantastica.
Il progetto presentato a Ome
Il fumetto è stato presentato a Ome, durante la sesta edizione del Festival del Fumetto da Marciapiede, dedicata quest’anno al tema del coltello. La scelta del soggetto si collega al potere della protagonista, che può plasmare il metallo, e alla storia industriale del territorio bresciano, costruita anche intorno alla lavorazione dei metalli e alla produzione di armi.
Il progetto è nato come tesi di laurea all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia. Dalla prima versione ha poi proseguito il proprio percorso, arrivando a una nuova edizione con alcune modifiche grafiche e linguistiche.
Nuovi colori e lingua rivista
Nella revisione è stata eliminata l’alternanza tra blu e rosso della prima edizione, sostituita da una tavolozza dominata dal magenta, con contorni blu scuro. Anche il testo è stato rielaborato sul piano linguistico, in un contesto in cui il bresciano viene parlato ma non ha una forma scritta pienamente canonizzata.
Attraverso l’avventura di Fidelis, Serena Visini intreccia così ambientazione futuristica, memoria familiare e identità locale. Il salame del nonno diventa l’elemento che innesca la trasformazione della protagonista, mentre il dialetto rappresenta il filo conduttore dell’opera e il principale strumento per riportare nella narrazione modi di dire e parole della tradizione.