Stellantis ha disposto tre giornate di fermo per la carrozzeria dello stabilimento di Mirafiori, a Torino, dal 2 al 4 settembre 2026. La sospensione riguarda la produzione delle vetture 500 e arriva dopo una sola settimana di attività a pieno ritmo. Il provvedimento si inserisce in una fase di forte difficoltà per il settore automobilistico e per il sito torinese, già interessato da precedenti interruzioni e da settimane di ferie forzate.
La spiegazione dell’azienda
Nel corso di un incontro con i delegati della fabbrica, l’azienda ha motivato il nuovo stop con l’aumento degli ordini per le vetture ibride, superiore alla capacità produttiva. Secondo Stellantis, a determinare il rallentamento sarebbe la mancanza di alcuni componenti legati ai motori. Una parte di questi elementi viene realizzata nello stabilimento Teksid di Carmagnola, che, secondo la società, sarebbe configurato su livelli produttivi non sufficienti a soddisfare la domanda.
La fermata arriva dopo un periodo di produzione regolare molto breve. In precedenza, l’ex Fiat aveva imposto ai dipendenti quattro settimane di ferie forzate, una misura adottata nel quadro della crisi che da tempo coinvolge il comparto automobilistico. La situazione alimenta così nuovi interrogativi sul futuro industriale di Mirafiori e sulla programmazione dei volumi produttivi dello stabilimento.
La contestazione dei sindacati
La Fiom di Torino respinge però la ricostruzione fornita dall’azienda. Il segretario Edi Lazzi e il responsabile Fiom di Mirafiori, Giovanni Mannori, sostengono che la causa dei fermi non sia l’approvvigionamento dei motori, ma il livello delle vendite, che a loro giudizio sarebbe stato sovrastimato fin dall’inizio.
I rappresentanti sindacali chiedono interventi immediati da parte dell’amministratore delegato Filosa e della proprietà rappresentata dagli Elkann. Tra le richieste figurano l’assegnazione a Mirafiori di un nuovo modello da produrre nel breve periodo e un investimento per realizzare una nuova linea produttiva nel prossimo futuro. Per la Fiom, senza queste decisioni resterà elevata l’incertezza per le lavoratrici e i lavoratori.
Le reazioni politiche
Il nuovo fermo ha provocato reazioni anche tra le forze politiche locali e nazionali. Gianna Pentenero, esponente del Partito democratico, ha criticato la scarsa attenzione riservata da Stellantis al Piemonte e a Torino, accusando l’azienda di non aver definito una strategia di medio termine per gli impianti produttivi.
La senatrice di Fratelli d’Italia Paola Ambrogio ha parlato di una situazione paradossale: dopo anni di sospensioni e cassa integrazione legate alla carenza di ordini, lo stabilimento si fermerebbe ora perché la domanda di vetture ibride avrebbe superato le previsioni e la disponibilità di componenti non sarebbe adeguata. Daniela Ruffino, di Azione, ha sostenuto che Stellantis stia procedendo senza una direzione chiara e ha chiesto maggiore rispetto per i lavoratori.
Anche il Movimento Cinque Stelle ha definito il provvedimento un’ulteriore prova del disinteresse della proprietà verso il futuro di Mirafiori. Per Alleanza Verdi-Sinistra, attraverso le parole di Marco Grimaldi, la cassa integrazione sarebbe ormai l’unica attività a ciclo continuo nello stabilimento. Il partito sollecita investimenti e l’arrivo di un altro modello produttivo per evitare un ulteriore ridimensionamento del sito torinese.