Ricci: prima il progetto, poi il candidato per il 2027

Capogruppo dem: giudizio severo sull’operato dell’amministrazione, con priorità a centro storico, mobilità e servizi.

Alvaro Ricci, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, fa il punto sull’esperienza della maggioranza guidata da Chiara Frontini e sulle prospettive del centrosinistra in vista delle elezioni del 2027. In un’intervista pubblicata da ViterboToday, l’esponente dem riconosce alcuni risultati dell’amministrazione, ma sostiene che non sia stata realizzata la svolta attesa da una parte della cittadinanza.

Secondo Ricci, tra gli aspetti positivi ci sono gli interventi sull’impiantistica sportiva e i servizi sociali, sostenuti anche con risorse comunali in assenza di adeguati trasferimenti regionali. Il giudizio complessivo resta però critico: sarebbe mancata una visione d’insieme, soprattutto nella capacità di trasformare le risorse del Pnrr, dei fondi europei, del Giubileo e del Fesr in un percorso di sviluppo strutturale. Il consigliere ricorda inoltre che una parte significativa della programmazione del Pnrr era stata definita dalla precedente amministrazione Arena, comprese le scelte sulle piste ciclabili.

Mobilità e rilancio del centro storico

Sul tema della sosta, Ricci invita a superare la logica degli interventi isolati e chiede un piano unitario per mobilità e parcheggi, integrato con il trasporto pubblico. Tra le ipotesi cita le aree di San Biele, del Sacrario, di viale Capocci e il parcheggio interrato sotto Pratogiardino, che continua a considerare strategico, pur ritenendo necessario valutare ogni soluzione in base a flussi, costi, tempi e sostenibilità economica. Il riferimento è al Piano urbano della mobilità sostenibile portato avanti dall’assessore Emanuele Aronne.

Per il centro storico, l’esponente del Pd ritiene che l’iniziativa Spazio Viterbo possa rappresentare un contributo, ma non una risposta sufficiente a un problema strutturale. La proposta indicata è un percorso di rigenerazione capace di riportare residenti, studenti, attività commerciali, servizi e cultura nel cuore cittadino. Tra le misure suggerite figurano un piano casa con incentivi per il canone concordato, sostegni alle giovani famiglie e finanziamenti agevolati per il recupero degli immobili. Ricci richiama anche il possibile riuso di grandi contenitori pubblici, tra cui palazzo Donna Olimpia, le ex terme Inps e l’ex chiesa di Santa Orsola.

Francigena, cultura e prospettive elettorali

Resta critica la posizione sulla gestione della società Francigena, pur senza mettere in discussione la necessità di salvaguardarla e tutelare i lavoratori. Per Ricci, gli investimenti sui mezzi, in larga parte legati a risorse europee vincolate, non bastano a dimostrare la solidità dell’azienda. Servirebbe un piano industriale incentrato su qualità del servizio, costi, personale, ricavi, investimenti e integrazione con Cotral.

Ricci guarda con favore anche alla candidatura a Capitale europea della cultura, a condizione che diventi l’occasione per costruire una strategia duratura per la Tuscia. Il percorso, a suo giudizio, dovrebbe coinvolgere Università della Tuscia, istituzioni culturali, imprese, associazioni e Comuni, mettendo in rete patrimonio storico, artistico, ambientale e termale. Anche senza l’eventuale assegnazione del titolo, la candidatura avrebbe valore se lasciasse risultati concreti sul piano culturale, turistico ed economico.

In vista del 2027, il capogruppo dem considera prematuro partire dal nome del futuro sindaco. Prima, sostiene, dovranno essere definite una proposta per la città e una coalizione in grado di rappresentarla. Tra le priorità indica manutenzione ordinaria, sicurezza urbana, rigenerazione del centro storico, mobilità, turismo, cultura, sistema termale, università, giovani, periferie e frazioni. Il Pd e le altre forze progressiste dovrebbero inoltre disporre di progetti pronti e di una struttura amministrativa capace di intercettare e gestire i finanziamenti.

Sul possibile campo largo, Ricci preferisce parlare di una coalizione ampia ma non indistinta, aperta alle forze civiche, moderate e riformiste che condividano un’idea di amministrazione competente. La competizione, conclude, non si giocherà soltanto sui nomi, ma sulla credibilità dei programmi e sulla capacità di indicare una visione per il futuro del territorio.