Toscana

Sanitari per Gaza contestano i blocchi ai medici cubani

Il gruppo denuncia provvedimenti applicati da istituti italiani e richiama il Regolamento europeo 2271/96

Sanitari per Gaza Arezzo prende posizione contro i provvedimenti di blocco, congelamento e limitazione operativa che, secondo l’organizzazione, alcuni istituti bancari italiani avrebbero applicato ai conti correnti di medici e professionisti della salute cubani residenti e attivi in Italia.

In una nota, il gruppo definisce le misure ingiustificate e illegittime e sostiene che non avrebbero fondamento nella legislazione italiana ed europea. Secondo Sanitari per Gaza Arezzo, si tratterebbe invece dell’applicazione extraterritoriale del cosiddetto bloqueo, il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba.

Il richiamo alla normativa europea

Al centro della contestazione c’è il Regolamento CE n. 2271/96 del Consiglio europeo, noto come Statuto di blocco. L’organizzazione richiama la norma sostenendo che vieti il riconoscimento e l’applicazione, nell’Unione europea, delle sanzioni unilaterali statunitensi. La nota chiede quindi agli istituti di credito operanti in Italia di verificare la legittimità delle restrizioni adottate nei confronti dei cittadini cubani.

La presa di posizione nasce dalla preoccupazione per le conseguenze concrete che il blocco dell’operatività bancaria potrebbe avere sui professionisti coinvolti. Sanitari per Gaza Arezzo afferma che l’impossibilità di accedere a stipendi e risparmi personali renderebbe più difficile sostenere spese essenziali come vitto e alloggio, nonostante il regolare svolgimento dell’attività lavorativa nel nostro Paese.

La richiesta di revoca delle limitazioni

Nel documento, il gruppo considera inoltre discriminatoria una limitazione dei servizi bancari basata sulla nazionalità. La condotta, secondo l’organizzazione, sarebbe in contrasto con i principi della Costituzione italiana e con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La vicenda viene collegata anche al ruolo dei medici cubani nelle missioni di cooperazione e di soccorso sanitario internazionale. Sanitari per Gaza Arezzo sostiene che colpire questi professionisti significhi penalizzare operatori impegnati, in diversi contesti di crisi, a mettere le proprie competenze al servizio della salute e dell’assistenza.

Per il gruppo, l’accesso alle cure e i diritti dei lavoratori non dovrebbero essere condizionati da dinamiche geopolitiche o da procedure bancarie legate a sanzioni disposte da Paesi terzi. La richiesta principale è lo sblocco immediato dei conti interessati e la cessazione di ogni forma di discriminazione finanziaria nei confronti dei professionisti cubani.

Sanitari per Gaza Arezzo annuncia infine che, in assenza di un ripristino dell’operatività bancaria, sosterrà i colleghi nelle sedi istituzionali e attraverso iniziative di protesta pubblica. Nel testo non vengono indicati gli istituti coinvolti né il numero dei conti sottoposti a limitazioni.