Lombardia

Truffe dopo il nubifragio, l’allerta dei Carabinieri

L’Arma mette in guardia da falsi tecnici, collette fasulle e messaggi con collegamenti pericolosi.

Dopo il violento nubifragio che ha colpito Cremona il 28 agosto, i Carabinieri hanno diffuso un appello alla prudenza per evitare truffe e raggiri durante la fase di emergenza e di ripristino. La tromba d’aria e la grandinata hanno provocato danni a edifici pubblici, strutture storiche e abitazioni private, oltre a disagi alla circolazione.

Fin dalle prime ore dell’evento, le pattuglie dell’Arma sono state impegnate sul territorio anche per soccorrere persone rimaste bloccate nei propri veicoli a causa della caduta di alberi. In un contesto segnato dai danni e dalle difficoltà organizzative, il rischio è che soggetti senza scrupoli tentino di approfittare della situazione, prendendo di mira soprattutto anziani e persone fragili.

I possibili raggiri

Tra le truffe segnalate rientra quella del finto tecnico o del falso perito. La persona potrebbe presentarsi alla porta sostenendo di dover verificare i danni, quantificare le perdite o avviare pratiche per ottenere rimborsi. In alcuni casi potrebbe anche chiedere denaro per presunte spese di istruttoria o per accelerare le procedure di risarcimento.

Un altro pericolo è rappresentato dalle false raccolte di beneficenza porta a porta. Chi si presenta potrebbe fingersi volontario di un’associazione o di una realtà assistenziale e chiedere offerte in contanti per aiutare le vittime del maltempo. I Carabinieri ricordano che nessun operatore di enti pubblici, Forze dell’Ordine o associazioni autorizzate chiede denaro contante a domicilio per interventi di ripristino o iniziative benefiche.

Attenzione ai messaggi

L’allerta riguarda anche le truffe digitali. SMS e messaggi WhatsApp possono contenere link che invitano a effettuare donazioni o a partecipare a raccolte fondi, ma che in realtà possono essere utilizzati per sottrarre dati personali e bancari. Il consiglio è di non cliccare su collegamenti ricevuti da mittenti sconosciuti o non verificati e di affidarsi soltanto ai canali istituzionali per controllare eventuali iniziative di solidarietà.

L’Arma raccomanda di non consentire l’ingresso in casa a persone sconosciute, chiedendo sempre un tesserino di riconoscimento e verificando attraverso i canali ufficiali le richieste di intervento. In presenza di comportamenti sospetti o domande anomale, bisogna mantenere la porta chiusa e chiamare immediatamente il 112, così da permettere alle pattuglie di effettuare gli accertamenti necessari. L’obiettivo è impedire che ai danni provocati dal nubifragio si aggiungano quelli causati dagli sciacalli.