Piemonte

Tre anni dopo, il ricordo delle cinque vittime ferroviarie

A fine settembre, presso Ivrea, udienza preliminare per 21 persone, 3 società coinvolte nell’inchiesta.

Brandizzo ha ricordato le cinque vittime della strage ferroviaria avvenuta tre anni fa. La commemorazione si è aperta in Comune alla presenza dei familiari, delle istituzioni, dei sindacati, delle associazioni e di numerosi cittadini. Successivamente è stata celebrata una Messa, seguita da un corteo diretto verso la stazione dove si consumò la tragedia.

Nella notte dell’incidente, un treno che viaggiava a 160 chilometri orari, partito da Alessandria e diretto al deposito di Torino, travolse gli operai impegnati sui binari. Persero la vita Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Aversa e Giuseppe Saverio Lombardo. A distanza di tre anni, il dolore delle famiglie resta intatto e si accompagna alla richiesta di accertare responsabilità e condizioni di sicurezza.

Le richieste dei familiari

Durante la manifestazione, Stella Marando, madre di Giuseppe Aversa, ha contestato la permanenza del sistema di appalti e subappalti nel settore ferroviario, sostenendo che le condizioni di lavoro continuino a esporre le persone a rischi gravi. Massimo Laganà, padre di Kevin, ha invece ribadito la richiesta di giustizia per il figlio e per gli altri lavoratori, esprimendo fiducia nei magistrati della procura di Ivrea.

Alla cerimonia è intervenuto anche Massimiliano Quirico, presidente dell’associazione Sicurezza e Lavoro. Secondo Quirico, la tragedia avrebbe potuto essere evitata e sono necessari procedure più efficaci, un impiego costante degli strumenti tecnologici e controlli più rigorosi, in particolare nell’ambito dei subappalti e della sicurezza del lavoro lungo la rete ferroviaria.

Il procedimento giudiziario

Il prossimo passaggio dell’inchiesta è fissato per il 30 settembre, quando al tribunale di Ivrea si aprirà l’udienza preliminare. Sono indagate 21 persone e tre società. Tra gli indagati figurano Gianpiero Strisciuglio, ex amministratore delegato di Rfi e attuale amministratore delegato di Trenitalia, la sua predecessora alla guida di Rfi Vera Fiorani, oltre ad Antonio Massa e Andrea Girardin Gibin, gli unici due superstiti dell’incidente.

Per Massa e Girardin Gibin l’accusa è di omicidio colposo e disastro colposo. La procura ritiene che le condotte contestate siano riconducibili a negligenza, imprudenza, imperizia e violazione delle norme. Non è invece più contestato l’omicidio volontario con dolo eventuale, ipotesi inizialmente presa in considerazione. Nelle ultime settimane la procura di Ivrea ha inoltre aperto un secondo filone, per verificare se le procedure di sicurezza siano rimaste invariate e se, dopo la strage, siano stati adottati accorgimenti sufficienti a prevenire errori umani.

In occasione della commemorazione, Rete Ferroviaria Italiana ha espresso cordoglio alle famiglie e ha definito la sicurezza una priorità assoluta. L’azienda ha assicurato collaborazione alle autorità competenti e ha dichiarato di voler rafforzare la cultura della sicurezza e le condizioni di lavoro per il personale impegnato sulla rete ferroviaria.