Lombardia

Due fermi per la sparatoria davanti alle piscine

I sospettati, entrambi trentenni, avrebbero inseguito un connazionale: recuperati otto bossoli e danneggiata una vettura

Due uomini di nazionalità marocchina, entrambi trentenni, sono stati fermati dai carabinieri perché sospettati di aver partecipato all’agguato avvenuto il 21 giugno davanti alle piscine Aquamore di Seriate. Secondo gli investigatori, sarebbero i due uomini che avrebbero inseguito e raggiunto con diversi colpi d’arma da fuoco un connazionale, riuscito a mettersi in salvo.

Il blitz a Vigevano

L’operazione è scattata nella notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto a Vigevano, in provincia di Pavia. I carabinieri della Compagnia di Bergamo, con il supporto dei reparti speciali e alla presenza del pm Antonio Mele, hanno eseguito alcune perquisizioni. Al termine degli accertamenti i militari hanno condotto i due uomini a Bergamo.

Nei loro confronti la Procura ha disposto il fermo per tentato omicidio, oltre alle contestazioni relative al porto e alla detenzione di armi, comprese quelle da guerra. I due, assistiti dal loro legale, sono stati interrogati dal pubblico ministero e dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, ma hanno scelto di non rispondere. Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto alla valutazione del gip durante l’udienza di convalida.

La ricostruzione dell’agguato

La sparatoria si era verificata in una serata estiva, quando dall’impianto sportivo stavano uscendo numerose persone, tra famiglie, bambini e gruppi di amici. Secondo la ricostruzione, una Peugeot 3008 presa a noleggio era arrivata nei pressi dell’uscita. A bordo si trovavano quattro persone: due sarebbero rimaste nell’auto, mentre le altre avrebbero raggiunto la zona armate.

Le armi utilizzate sarebbero state un Kalashnikov e una pistola mitragliatrice Uzi. Quando il bersaglio è uscito dall’impianto, i due lo avrebbero affrontato. L’uomo, accortosi del pericolo, ha iniziato a correre e sarebbe stato inseguito mentre gli aggressori sparavano. Sul posto sono stati recuperati almeno otto bossoli. Nessun proiettile ha colpito il connazionale, ma uno ha infranto il finestrino di un’auto parcheggiata, in un’area affollata e in un momento di forte presenza di pubblico.

Dopo l’agguato, la fuga è proseguita verso Milano. Un testimone aveva annotato la targa della Peugeot e l’aveva comunicata alle pattuglie. Circa due ore dopo, il veicolo è stato intercettato ad Abbiategrasso, dove è rimasto coinvolto in un incidente durante l’inseguimento. Due occupanti sono riusciti a scendere e a fuggire a piedi; gli altri potrebbero aver abbandonato l’auto prima dello schianto. All’interno della vettura è stata trovata anche una traccia di sangue, ritenuta riconducibile a uno degli uomini rimasto ferito.

Nel corso dell’inchiesta era stato arrestato anche il trentenne sfuggito ai colpi. Dopo essersi allontanato da Seriate con la fidanzata, l’uomo si era rifugiato nel Bresciano. A luglio i carabinieri lo avevano rintracciato in auto con la compagna, il cognato e una guardia del corpo. Il suo arresto riguarda però un procedimento distinto, relativo a un’accusa di tentato omicidio per un episodio avvenuto nel 2024 a Milano.

Gli investigatori stanno verificando i collegamenti tra le diverse vicende e il contesto nel quale è maturato l’agguato. L’ipotesi seguita è quella di un conflitto tra giovani cittadini marocchini per il controllo dello spaccio di droga. Gli elementi raccolti durante le perquisizioni di Vigevano saranno ora esaminati nella fase di convalida del fermo.