La Tuscia si colloca all’85esimo posto in Italia nella classifica sulla qualità della vita della popolazione over 65. La graduatoria, curata dal Sole 24 Ore sulla base di 20 indicatori specifici dell’Istat, mette in evidenza le difficoltà del territorio soprattutto sul fronte sanitario, dell’assistenza e dei servizi di prossimità. Il punteggio complessivo è di 346,5 punti.
Nel confronto regionale, la provincia è seconda nel Lazio, alle spalle soltanto di Roma. Le altre province si trovano più indietro: Latina è 98esima, Rieti 101esima e Frosinone 106esima. Al vertice della graduatoria nazionale figurano Trieste e Milano, rispettivamente al primo e al secondo posto. Il dato complessivo restituisce quindi un quadro articolato, con alcune criticità strutturali compensate solo in parte dai risultati ottenuti nei servizi sociali comunali.
La carenza di personale sanitario
Il punto più debole riguarda la disponibilità di specialisti. La provincia occupa il 92esimo posto in Italia, con appena 24 medici specialisti ogni 10mila abitanti. Più favorevole, ma non particolarmente alta, è la posizione relativa agli infermieri non pediatrici: 38esimo posto, con 97 professionisti ogni 10mila residenti di età superiore ai 15 anni.
Per i geriatri il territorio è 51esimo, con una media di tre professionisti ogni 10mila anziani. Anche la dotazione delle strutture di degenza presenta differenze: i posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali sono 15 ogni mille over 65, dato che vale il 53esimo posto nazionale, mentre i posti letto per specialità ad elevata assistenza sono due ogni 10mila residenti, con la provincia all’80esimo posto.
Servizi vicini e welfare locale
La possibilità di raggiungere a piedi i servizi essenziali resta limitata. Soltanto il 25% degli anziani riesce ad arrivare ai servizi commerciali in un quarto d’ora, dato che colloca il territorio al 46esimo posto. La quota scende al 30% per i servizi sanitari e assistenziali raggiungibili entro 15 minuti e al 32% per i servizi alla persona, rispettivamente al 69esimo e al 72esimo posto.
La situazione è debole anche per il trasporto destinato ad anziani e persone con disabilità. In questo indicatore la provincia è 74esima, con una spesa pubblica di due euro per residente over 65. Il risultato migliore arriva invece dall’efficienza del welfare locale: il territorio è decimo in Italia per la quota di utenti dei servizi sociali comunali, che raggiunge il 19% della popolazione anziana.
Positivo anche il dato sull’assistenza domiciliare, con una spesa pubblica di 45 euro per ogni residente di almeno 65 anni e il 24esimo posto nazionale. Sul consumo di farmaci per le principali patologie croniche, come ipertensione, diabete e asma, la provincia è 41esima, con 183 unità minime farmacologiche pro capite vendute. Per i medicinali legati alla depressione risultano invece 28 unità, dato associato al 93esimo posto della graduatoria.
Gli indicatori sociali descrivono una popolazione longeva ma spesso sola. La speranza di vita a 65 anni è di 21 anni e vale l’83esimo posto nazionale, mentre il 41% dei nuclei familiari è composto da un unico anziano, con la provincia all’87esimo posto. La presenza di orti urbani è pari a zero metri quadrati per residente over 65, il valore più basso rilevato nell’indagine. Più consistente la rete delle biblioteche, con sei strutture ogni 10mila anziani e il 40esimo posto. La partecipazione al settore non profit si ferma invece all’89esimo posto, mentre gli esposti per inquinamento acustico valgono il 22esimo.