Il popolo della Fiorentina si è ritrovato intorno ai ricordi più amati, trasformando l’attesa della partita contro il Frosinone in un viaggio nella storia viola. Già dal primo pomeriggio il flusso dei tifosi diretto verso lo stadio Franchi è apparso molto più consistente del previsto. Magliette e sciarpe hanno riportato in strada i nomi di Mutu, Rui Costa, Toni, Toldo, Borja Valero, Chiesa e Batistuta.
Tra i sostenitori arrivati nella zona di Campo di Marte c’era anche un ragazzino di circa dodici anni con la maglia del 1999 e il nome di Gabriel Batistuta sulle spalle. Il giovane ha raccontato di conoscere l’attaccante soprattutto attraverso i video su YouTube e attraverso i racconti del nonno, che lo considera uno dei più grandi bomber mai visti con la maglia viola. Un passaggio che riassume il legame tra generazioni diverse, unite dagli stessi simboli.
Il ritorno dei protagonisti
Molti tifosi hanno raggiunto il Franchi con largo anticipo, come accadeva decenni fa. Nel pomeriggio, le strade attorno all’impianto erano già piene e trovare parcheggio era diventato difficile. Birre, panini e cori hanno accompagnato l’attesa, mentre dagli altoparlanti ideali della memoria tornavano le canzoni dedicate a Batistuta e alle stagioni più emozionanti della squadra.
L’occasione era la celebrazione della Fiorentina del 1926, ma soprattutto il ritorno di numerosi protagonisti del passato. Dopo il triplice fischio della partita, sulle scale dello stadio sono comparsi Giancarlo Picchio De Sisti, Luca Toni, Francesco Flachi, Sebastien Frey, Ciccio Baiano, Angelo Di Livio e Francesco Toldo. A ogni ingresso i tifosi hanno risposto con applausi e cori, in un crescendo culminato con l’arrivo di Batistuta.
L’ex attaccante argentino è stato accolto da un boato e ha ritrovato Rui Costa, compagno di tante stagioni. I due si sono abbracciati a lungo, offrendo al pubblico una delle immagini più sentite della giornata. In tribuna era presente anche Claudio Ranieri, che ha seguito con un sorriso il ritorno dei suoi ex giocatori. Per qualche minuto, il tempo sembrava essersi fermato agli anni Novanta.
La delusione del risultato
L’entusiasmo per la celebrazione non ha però cancellato la sconfitta contro il Frosinone. La festa sugli spalti e il ritorno dei campioni del passato hanno lasciato spazio, al termine dell’incontro, alla delusione per una prestazione negativa. I tifosi hanno reagito anche con ironia, commentando sui social la partita e suggerendo provocatoriamente all’allenatore Fabio Grosso di mandare in campo i protagonisti presenti nella tribuna d’onore.
È rimasto così il contrasto tra la forza dei ricordi e l’amarezza del presente. Da una parte l’affetto per i calciatori che hanno segnato la storia del club, dall’altra il risultato del campo, incapace di accompagnare la giornata celebrativa con una vittoria. Una festa vissuta soprattutto nella memoria, tra cori, abbracci e nomi che continuano a rappresentare l’identità di una tifoseria.