Intorno ai 50 anni può capitare di percepire un odore diverso proveniente dalla pelle. Il cambiamento è legato alle trasformazioni fisiologiche che modificano gradualmente la chimica cutanea e non indica, nella maggior parte dei casi, una scarsa igiene personale. Con l’età, infatti, cambia la composizione delle sostanze prodotte dalla cute e il detergente utilizzato in precedenza potrebbe non risultare più sufficiente.
Tra i principali fattori coinvolti c’è l’ossidazione degli acidi grassi presenti nel film idrolipidico, la barriera protettiva della pelle. I fisiologici cali ormonali associati a menopausa e andropausa possono ridurre le difese antiossidanti naturali della cute. La reazione tra gli acidi grassi del sebo e l’ossigeno produce il 2-nonenale, una molecola dall’aroma descritto come erbaceo o leggermente ceroso.
Il 2-nonenale è una sostanza idrofoba, cioè non si scioglie facilmente nell’acqua né viene eliminata con facilità dai detergenti tradizionali. Per questo l’odore non va confuso con il sudore stagnante o con una pulizia insufficiente: rappresenta una conseguenza dei cambiamenti biologici che possono accompagnare la maturità.
Detersione delicata e abitudini quotidiane
Lavarsi più spesso o ricorrere a saponi molto sgrassanti può essere controproducente. I prodotti aggressivi rischiano di impoverire lo strato protettivo della cute, favorendo secchezza, prurito e irritazioni. Sono invece indicati detergenti per affinità, come gli oli da doccia, oppure saponi con pH fisiologico compreso tra 4,5 e 5,5. Questi prodotti possono aiutare a rimuovere delicatamente le sostanze grasse senza ricorrere a sfregamenti intensi.
In presenza di pelle secca, dopo il bagno può essere utile applicare una crema idratante senza profumi sintetici, con l’obiettivo di sostenere la barriera cutanea. Anche l’abbigliamento può incidere sulla percezione degli odori: poliestere e acrilico tendono a trattenere i composti lipidici e possono favorire la proliferazione dei batteri presenti sulla pelle. Cotone, lino e lana facilitano invece la traspirazione e la dispersione del calore.
Un’alimentazione varia, con frutta, verdure a foglia verde, legumi e frutta secca, contribuisce al benessere generale e a quello della cute. È inoltre importante mantenere una buona idratazione, bevendo acqua con regolarità, per sostenere l’elasticità e la funzione barriera della pelle.
Quando chiedere un parere medico
Nella quasi totalità dei casi, la variazione dell’odore cutaneo dopo i 50 anni è benigna. È però consigliabile rivolgersi al medico di famiglia quando il cambiamento è improvviso, marcato o presenta caratteristiche insolite. Un odore dolciastro, simile a quello della frutta matura, può talvolta essere associato ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri.
Un aroma acido o simile all’ammoniaca può invece richiedere una valutazione della funzionalità renale o epatica. Riferire al medico quando è comparsa la variazione e quali caratteristiche presenta permette di chiarire il quadro durante una normale visita.