Il San Gerardo dei Tintori di Monza entra nel gruppo di strutture lombarde abilitate a trattare l’intero spettro delle patologie dell’aorta. L’Irccs è stato inserito nella nuova Rete regionale della Chirurgia Vascolare, il modello organizzativo definito da Regione Lombardia per coordinare la presa in carico dei pazienti con malattia aortica acuta o cronica.
La Rete è stata presentata in giunta dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e nasce con l’obiettivo di indirizzare ogni paziente verso l’ospedale più adeguato alla complessità della patologia. Il sistema prevede percorsi condivisi tra strutture e professionisti e, soprattutto nei casi urgenti, trasferimenti tempestivi verso i centri in grado di eseguire il trattamento necessario. Il nuovo assetto sarà collegato anche alle altre reti dell’area cardio-cerebro-vascolare, dedicate a infarto, ictus e riabilitazione cardiovascolare.
Tre livelli per i trattamenti
Per essere inseriti nella Rete, i presidi devono rispettare requisiti clinici, organizzativi e tecnologici. In via generale è richiesta l’esecuzione di almeno 30 interventi all’anno, tra operazioni tradizionali e procedure endovascolari, oltre alla capacità di gestire eventuali complicanze. La classificazione è articolata in tre gruppi, con funzioni differenti. Dal 1° gennaio 2027, le strutture non comprese negli elenchi non potranno erogare a carico del Servizio sanitario regionale le prestazioni per il trattamento delle patologie aortiche.
Nel Gruppo A rientrano i centri in grado di affrontare ogni forma di malattia dell’aorta, comprese le situazioni più complesse e gli interventi con endoprotesi personalizzate o ramificate. Oltre al San Gerardo, l’elenco comprende l’Irccs San Raffaele, gli Spedali Civili di Brescia, il Niguarda, la Fondazione Poliambulanza di Brescia, il San Matteo di Pavia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Policlinico San Donato, l’ospedale civile di Legnano, Humanitas di Rozzano, il Centro Cardiologico Monzino, il Policlinico di Milano, l’ospedale di Circolo-Fondazione Macchi di Varese, l’ospedale Manzoni di Lecco, il Carlo Poma di Mantova, il Galeazzi Sant’Ambrogio e Multimedica di Milano.
Le strutture per l’aorta addominale
Il Gruppo B riunisce i presidi specializzati nel trattamento dell’aorta addominale: il San Carlo di Milano, l’Istituto di Cura Città di Pavia, l’ospedale di Circolo di Busto Arsizio e il Sant’Anna di Como. Nel Gruppo C sono stati inseriti il presidio dell’ospedale di Cremona e l’ospedale di Sondalo. Pur non raggiungendo la soglia ordinaria dei 30 interventi annui, queste strutture restano nella Rete per garantire risposte rapide nei territori più lontani dagli altri centri, limitatamente alla patologia aortica addominale.
La posizione dei due presidi sarà rivalutata entro 12 mesi, sulla base dei volumi di attività e degli esiti clinici. Secondo Regione Lombardia, il riordino non comporterà la soppressione dei servizi, ma una diversa organizzazione delle competenze e dei collegamenti tra gli ospedali, con particolare attenzione alla sicurezza dei percorsi e alla rapidità di intervento nelle emergenze.