Calderoni, esponente del Partito democratico, annuncia il deposito di un’interrogazione alla Giunta regionale sulla gestione dei Voucher scuola per l’anno scolastico 2026/2027. Al centro dell’iniziativa c’è il rischio che una parte delle famiglie beneficiarie non riesca a utilizzare concretamente il contributo assegnato, nonostante la Regione abbia dichiarato di aver finanziato tutte le domande ammesse al Voucher B.
Il valore medio del contributo
Il Voucher B è destinato all’acquisto di libri, materiale didattico, dotazioni tecnologiche e servizi di trasporto. Secondo Calderoni, l’aumento dei beneficiari ha però comportato una riduzione dell’importo medio riconosciuto a ciascun nucleo. Il consigliere richiama anche un impegno assunto dalla maggioranza, che avrebbe chiesto alla Giunta di intervenire per attenuare gli effetti sulle fasce con i valori ISEE più bassi.
Nello stesso quadro, sostiene l’esponente del Pd, è aumentata la quota destinata al Voucher A, riservato alle rette delle scuole paritarie. Per questa misura la soglia ISEE è stata innalzata fino a 30.000 euro, con importi che possono arrivare a 2.150 euro. La lettura politica proposta da Calderoni è che il sistema finisca per riconoscere maggiori risorse a chi sceglie la scuola privata e importi mediamente più contenuti a chi frequenta quella pubblica.
La procedura digitale
La principale criticità segnalata riguarda tuttavia le modalità di utilizzo del contributo. Con l’affidamento a Cirfood e alla piattaforma Valyouness Flex, il voucher non viene più caricato sulla tessera sanitaria, come avveniva in precedenza. Le famiglie devono invece ricevere una comunicazione via mail, recuperare le credenziali, completare la registrazione sulla piattaforma, generare ogni volta un buono dell’importo esatto e mostrare un QR-code all’esercente o alla scuola.
Secondo Calderoni, questa sequenza di passaggi può creare difficoltà soprattutto per gli anziani che presentano la domanda per un nipote, per i genitori privi di uno smartphone adeguato o di una connessione stabile e per chi ha poca dimestichezza con gli strumenti digitali o con l’italiano scritto. Le difficoltà, aggiunge, potrebbero risultare ancora più rilevanti nelle aree montane e interne, dove la connettività non è sempre affidabile.
Il consigliere evidenzia così il possibile divario tra l’importo indicato nella graduatoria e la somma effettivamente spesa dalle famiglie. Il contributo dovrà essere utilizzato entro il 31 marzo 2027; credenziali smarrite, registrazioni complesse o problemi nella generazione del codice potrebbero impedire l’accesso alle risorse entro il termine previsto.
Con l’interrogazione, Calderoni chiede alla Giunta regionale di chiarire come intenda affrontare il problema prima della scadenza e di assicurare che il voucher sia non soltanto assegnato, ma anche concretamente accessibile e utilizzabile. Il timore espresso è che una misura pensata per sostenere il diritto allo studio lasci inutilizzata una parte dei fondi proprio tra i nuclei più bisognosi.