L’estate, con la sua ricchezza di luce, fiori e frutti, può diventare un’occasione per riflettere sul significato dell’abbondanza. Per la filosofia yogica, spiega **Sara Bigatti**, insegnante di yoga, non si tratta soltanto di possedere beni materiali, ma anche di riconoscere le risorse interiori e il proprio valore. Questa consapevolezza può aiutare a rinnovarsi, a definire ciò che conta davvero e a stabilire come investire energie, tempo e attenzione.
Tra dare e ricevere
Nel pensiero indiano l’abbondanza è associata a **Shakti**, l’energia femminile, e rappresenta un flusso che comprende sia il dare sia il ricevere. La prosperità materiale, osserva l’esperta, può contribuire a una vita dignitosa, ma la ricerca continua di accumulo rischia di trasformarsi in un bisogno di gratificazione immediata. A influenzare questo meccanismo possono essere anche i falsi bisogni alimentati dai social media, insieme al confronto con gli altri e al timore di perdere status, oggetti o privilegi.
Lo yoga propone quindi un equilibrio tra necessità concrete e **ricchezza spirituale**. Accumulare o agire per avidità, secondo questa prospettiva, ostacola lo scambio naturale di energie e risorse. La vera prosperità consiste invece nell’utilizzarle in modo consapevole, senza perdere di vista le relazioni, gli obiettivi personali e il benessere interiore.
Al centro di questo percorso c’è l’**autostima**, intesa come capacità di attribuire il giusto valore a se stessi e di avere fiducia nelle proprie capacità. Una consapevolezza che può riflettersi nei rapporti personali, nelle scelte professionali e nella disponibilità a chiedere ciò che si ritiene giusto, compreso un trattamento economico adeguato. Per Bigatti, riconoscere i propri desideri è il primo passo per imparare a gestire anche l’abbondanza materiale.
Il Kubera Mudra per la fiducia
Dare valore a se stessi significa anche scegliere con maggiore attenzione come impiegare il proprio tempo e quali relazioni coltivare. L’esperta invita a prendere le distanze dai rapporti che consumano inutilmente le energie e a ricordare che non è necessario soltanto offrire: **si ha diritto anche a ricevere**. Questo lavoro può sostenere la fiducia nell’affrontare nuove sfide, avviare progetti o considerare cambiamenti senza lasciarsi bloccare dal timore di sbagliare.
Per accompagnare la riflessione, Sara Bigatti suggerisce una breve **meditazione nella natura**, in un luogo tranquillo, eventualmente davanti al mare. Seduti comodamente, si possono posizionare le mani nel Kubera Mudra: la punta del pollice, dell’indice e del medio si tocca, mentre le altre dita vengono piegate verso il palmo.
Durante la pausa, con gli occhi aperti o chiusi, l’esercizio consiste nel sostituire i pensieri negativi con affermazioni positive. Ripetersi di essere «in gamba, brava, dotata» può aiutare a spostare l’attenzione dal senso di inadeguatezza al **valore personale**. La pratica viene così presentata come uno strumento di consapevolezza per interrompere il dialogo mentale negativo e rafforzare la fiducia in se stessi.