La pioggia caduta negli ultimi giorni non sarebbe sufficiente a compensare i mesi di siccità e temperature elevate. È questo il punto di partenza della nuova presa di posizione di 18 associazioni ambientaliste e animaliste, che chiedono alla Regione di rivedere il calendario della stagione venatoria in Toscana.
La richiesta è di cancellare le giornate di preapertura previste a settembre e di rinviare l’apertura generale della caccia almeno all’1 ottobre. Il tema resta al centro del confronto anche in Maremma, dove si discute dei tempi e delle modalità di avvio dell’attività venatoria.
La siccità e le condizioni degli habitat
Secondo le associazioni, due giorni di precipitazioni non possono annullare gli effetti di una crisi climatica durata mesi. In molte zone i terreni resterebbero aridi e gli habitat naturali, insieme agli animali che li popolano, avrebbero bisogno di altro tempo per recuperare le condizioni necessarie.
A preoccupare il fronte ambientalista è anche la possibilità di un nuovo aumento delle temperature, con picchi indicati fino a 40 gradi. Per questo le organizzazioni chiedono che le decisioni sull’avvio della caccia siano assunte tenendo conto dello stato reale degli ecosistemi e non soltanto delle piogge più recenti.
La richiesta alla Regione
Le associazioni contestano la posizione attribuita al presidente della Regione Eugenio Giani, secondo cui l’emergenza siccità sarebbe ormai superata. A loro giudizio, la situazione sul territorio richiede invece maggiore prudenza e una valutazione aggiornata degli effetti della scarsità d’acqua sulla fauna selvatica.
Il documento ribadisce quindi due obiettivi: annullare le preaperture di settembre e posticipare l’apertura generale almeno all’inizio di ottobre. La richiesta è stata sottoscritta, insieme a Italia Nostra Toscana, da Attp, Cabs, Cerm, Gabbie Vuote, Grig, Lac, Legambiente Toscana, Onda, Amici del Padule di Fucecchio, Caart, Cai, Enpa, Giardino dei Fenicotteri, Gruppo Adorno, Lav, Lipu e Wwf.