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Turismo italiano, gli arrivi stranieri crescono dell’8,3%

Più prenotazioni aeree e occupazione elevata nelle località balneari; settembre guadagna terreno tra le partenze.

La componente internazionale rafforza il proprio peso nel turismo italiano. Tra luglio e agosto 2026, la crescita dei visitatori provenienti dall’estero è stata dell’8,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato emerge dalle analisi del Centro Studi di Federturismo Confindustria e dalle più recenti rilevazioni della Banca d’Italia.

Le indicazioni confermano anche una progressiva distribuzione dei flussi oltre i mesi di alta stagione, una tendenza sostenuta da operatori e istituzioni per rendere l’attività turistica meno concentrata. Il comparto continua a incidere sull’economia nazionale attraverso valore, occupazione e investimenti, con ricadute sulle diverse filiere del Made in Italy.

Domanda estera in aumento

Le ricerche di voli effettuate dai viaggiatori stranieri sono aumentate del 26%, mentre la disponibilità di posti sui collegamenti diretti è salita del 14%. Secondo i dati riportati, il ritmo di crescita supera quello dei principali competitor europei. Nel periodo di Ferragosto, inoltre, le ricerche online hanno registrato un incremento del 17% rispetto all’estate 2025.

Il settore ricettivo ha registrato risultati particolarmente elevati nelle località balneari, con un tasso medio di occupazione dell’82%, arrivato all’85% nei giorni a ridosso di Ferragosto. Nelle città d’arte, Roma, Napoli e Venezia hanno superato l’80%, grazie soprattutto agli arrivi da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.

Anche tra gli italiani cresce l’interesse per i periodi di bassa stagione. Pur con 16 milioni di partenze ad agosto, aumentano le persone che scelgono settembre, favorito da tariffe più contenute, località meno affollate e condizioni climatiche considerate più favorevoli. Le prenotazioni dei voli per questo periodo sono aumentate dell’8%.

Mete, montagna e indicatori economici

Tra le destinazioni nazionali più ricercate figurano Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Per i viaggi oltre confine restano in evidenza le isole greche e le Baleari, mentre il Mar Rosso mostra segnali di ripresa. Cresce inoltre l’interesse per i Paesi del Nord Europa e per mete di lungo raggio come Giappone, Cina e Sud America.

Le temperature elevate hanno sostenuto la domanda di vacanze in montagna, scelte da quasi 8 milioni di italiani, con il Trentino-Alto Adige in testa. In aumento anche il comparto crocieristico: oltre il 10% degli operatori lo indica in crescita rispetto ai pacchetti tradizionali.

Le elaborazioni del Centro Studi Federturismo su dati Istat indicano, nel primo trimestre 2026, 23 milioni di arrivi, in aumento del 4,2%, e 71,6 milioni di presenze, cresciute del 7,5%. La componente estera è salita del 12,3% e rappresenta il 54,6% del totale.

Nel 2025, secondo la Banca d’Italia, la spesa dei viaggiatori stranieri ha raggiunto 56,7 miliardi di euro, con un avanzo della bilancia turistica di 22,7 miliardi, pari a circa l’1% del Pil. Nel 2026 il trend è proseguito: nella media del trimestre terminato ad aprile le entrate turistiche sono cresciute del 4,4%, mentre a maggio il saldo della bilancia dei pagamenti del settore ha registrato un avanzo di 2,7 miliardi. Nello stesso mese la spesa dei turisti stranieri in Italia è arrivata a 5,4 miliardi di euro.

Commentando i dati, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha definito il turismo un pilastro dell’economia nazionale. Mazzi ha citato l’aumento del 4,1% della spesa dei visitatori provenienti dall’Unione europea e la crescita del 2,3% dei flussi in entrata nei primi cinque mesi del 2026. L’obiettivo indicato dal governo è rendere strutturali questi risultati attraverso un’offerta qualificata, sostenibile e distribuita in modo omogeneo sul territorio.