Si allontana l’ipotesi di un accordo complessivo tra le società che gestiscono gli impianti dell’area di Abetone Cutigliano. Il confronto sul futuro del comprensorio sciistico si è nuovamente arenato e torna concreto il rischio di una divisione tra gli operatori, con la possibile nascita di due consorzi distinti.
Da una parte potrebbe collocarsi la Doganaccia insieme agli impianti di proprietà comunale: le seggiovie Selletta, Riva e Regine e lo ski-lift del Gomito. Dall’altra ci sarebbero la Società Abetone Funivie e la Val di Luce. Una simile configurazione avrebbe conseguenze dirette per gli sciatori, che potrebbero essere costretti ad acquistare due skipass per utilizzare le piste comprese tra le Regine e la Val di Luce.
Il confronto tra i gestori
All’inizio di agosto, un incontro promosso dall’amministrazione comunale aveva fatto emergere la possibilità di arrivare a un’intesa. In quella riunione era stata registrata un’apertura da parte degli addetti ai lavori, con l’obiettivo di convocare un nuovo appuntamento per esaminare i dati di fattibilità, definire il sistema del biglietto unico e della biglietteria unica e valutare l’ingresso della Doganaccia nella bigliettazione plurigiornaliera.
Il progetto avrebbe dovuto consentire di presentare la campagna degli skipass stagionali durante la Festa del mirtillo di Abetone e la Sagra di Mezzestate a Cutigliano. Nella riunione più recente, però, le aspettative sono state ridimensionate. Le proposte discusse a inizio mese non risultano al momento realizzabili, fatta eccezione per la biglietteria unica, che però non comprenderebbe la Doganaccia.
L’appello del Comune
Il sindaco di Abetone Cutigliano, Gabriele Bacci, ha sottolineato che alberghi, commercianti, maestri e scuole di sci, artigiani e lavoratori attendono da mesi risposte chiare. Secondo il primo cittadino, un progetto strategico per il territorio non può essere condizionato dalle logiche aziendali o dalle dinamiche interne ai soggetti privati.
Bacci ha ricordato che il Comune, negli ultimi anni, ha reperito centinaia di migliaia di euro per garantire la prosecuzione dell’attività degli impianti comunali. L’amministrazione ha inoltre affidato la gestione delle strutture per nove anni, con l’obiettivo di assicurare una prospettiva di sviluppo al comprensorio dopo una lunga fase di gestione frammentata.
Il sindaco ha quindi chiesto anche agli impianti privati di superare le divisioni e di collaborare nell’interesse generale. La mancata intesa, ha evidenziato, potrebbe portare alla costituzione di un nuovo consorzio e indebolire l’offerta complessiva dell’area, favorendo comprensori concorrenti come Cimone e Corno alle Scale.
Bacci si è infine detto disponibile a promuovere un nuovo incontro di coordinamento. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è evitare la separazione del comprensorio e individuare una soluzione condivisa per il sistema di accesso alle piste.