Fabrizio Rossi, deputato grossetano di Fratelli d’Italia e assessore all’urbanistica del Comune di Grosseto, interviene dopo la lettera aperta di don Enzo Capitani, cappellano della casa circondariale, che ha chiesto alle istituzioni di passare dagli impegni alle azioni concrete per la realizzazione di una nuova struttura penitenziaria. Secondo Rossi, l’appello non resterà senza seguito perché il progetto sarebbe sostenuto da un percorso amministrativo già definito.
La necessità di un nuovo istituto penitenziario viene discussa da decenni. Un passaggio indicato come decisivo è avvenuto nel gennaio 2024, con la firma del verbale di consegna dell’immobile dall’Agenzia del Demanio al Ministero della Giustizia. L’ex caserma Rotilio Barbetti è così entrata nel patrimonio in uso all’Amministrazione penitenziaria, diventando l’area individuata per l’intervento.
Le procedure per l’area
Nel settembre 2025, Rossi e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro hanno effettuato un sopralluogo sia nell’attuale carcere di via Saffi, sia nell’ex caserma Barbetti. L’intervento, secondo quanto riferito dal parlamentare, prevede un investimento complessivo stimato in 46,53 milioni di euro e una capacità compresa tra 200 e 250 posti detentivi.
Il passaggio attualmente in corso riguarda l’affidamento del servizio per la progettazione delle indagini preliminari e conoscitive sull’area. La progettazione dovrebbe concludersi a gennaio 2027, mentre l’esecuzione delle verifiche è prevista indicativamente entro maggio o giugno dello stesso anno. Si tratta di attività necessarie per acquisire gli elementi tecnici utili alla successiva progettazione complessiva dell’istituto.
Il confronto politico
Rossi collega il progetto locale alla politica penitenziaria del Governo Meloni, che, a suo dire, sta intervenendo anche sull’aumento dei posti detentivi e sul rafforzamento degli organici. Nel 2025 è previsto il reclutamento di 3.246 allievi agenti e nel 2026 un nuovo concorso per 3.350 unità. È stata inoltre autorizzata l’assunzione straordinaria di 1.000 agenti di Polizia penitenziaria, suddivisi in 500 nel 2025 e altrettanti nel 2026. Il deputato afferma che le risorse necessarie per l’intervento a Grosseto sono già state stanziate.
Il parlamentare definisce pretestuose e demagogiche le dichiarazioni di alcuni esponenti locali del Partito democratico, intervenuti dopo una visita al carcere di Massa Marittima e critici verso il presunto immobilismo delle istituzioni. Rossi sostiene che sia legittimo chiedere di accelerare i tempi, ma ritiene che non si possano negare i passaggi già compiuti: acquisizione dell’area, stanziamento delle risorse e avvio delle procedure.
Per Rossi, la nuova struttura dovrebbe migliorare la sicurezza, le condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria e la vivibilità per le persone detenute. L’obiettivo indicato comprende anche il rafforzamento dei percorsi di formazione, lavoro e reinserimento sociale richiamati da don Enzo. Il progetto resta legato agli esiti delle indagini sull’area e alle successive fasi di progettazione.