Toscana

Zaca torna all’Argentario: storia di una goletta da 36 metri

Costruita nel 1928, fu requisita dalla Marina statunitense e divenne set con Errol Flynn.

La Zaca è tornata, come accade ogni anno a fine estate, nelle acque dell’Argentario. La goletta, lunga 36 metri, è ormeggiata al molo della Pilarella, a Porto Santo Stefano, dove può essere osservata dall’esterno nella sua configurazione attuale. Il suo arrivo richiama l’attenzione non soltanto per le dimensioni e l’età dell’imbarcazione, ma anche per una vicenda che attraversa la storia della vela, della navigazione e del cinema internazionale.

A documentarne da circa trent’anni le presenze e le caratteristiche è il comandante Daniele Busetto. Il racconto della permanenza all’Argentario è legato anche all’attività di Artemare Club, invitata a un evento dedicato all’arte e allo yachting organizzato dallo Yacht Club de Monaco. Nella sede dell’associazione, a Porto Santo Stefano, sono esposti il crest della goletta, un libro e alcune fotografie che ne ripercorrono la storia.

Dagli oceani alla Marina statunitense

La Zaca, il cui nome significa pace in una lingua indigena, fu costruita nel 1928, alla vigilia della grande Depressione, per Templeton Crockett, banchiere e industriale delle ferrovie di San Francisco. Il proprietario la utilizzò per lunghi viaggi nel Pacifico meridionale. Durante la seconda guerra mondiale l’imbarcazione venne requisita dalla Us Navy, dipinta di grigio e trasformata per il servizio di pattugliamento.

In quella fase fu ribattezzata IX-73 e impiegata a circa 500 miglia al largo di Eureka. Terminato il conflitto, nel 1945, passò nelle mani dell’attore Errol Flynn. La goletta cambiò così nuovamente funzione e divenne un set cinematografico per le riprese de La signora di Shanghai, film interpretato da Orson Welles e Rita Hayworth.

Gli anni dell’abbandono e il ritorno in attività

Dopo la morte di Flynn, avvenuta nel 1959, la Zaca rimase nel posto barca delle isole Baleari. In seguito il milionario Freddie Tinsley la trasferì in Francia con l’obiettivo di venderla. Lo yacht, privato degli oggetti di valore, fu lasciato in stato di abbandono nel cantiere di Bernard Voisin, a Villefranche. Il titolare del cantiere ne rivendicò la proprietà per il mancato pagamento delle spese di rimessaggio e locazione.

La vicenda si concluse soltanto dopo diversi anni. Nel 1987 l’imbarcazione fu acquistata dall’inglese Coussins Phillip, ma l’operazione sfociò in una causa giudiziaria. La goletta, ancora in condizioni di abbandono, venne infine comprata nel 1991 dall’uomo d’affari italiano Roberto Memmo. Oggi la sua presenza stagionale all’Argentario riporta davanti al pubblico un’imbarcazione con quasi un secolo di storia, passata dalla navigazione privata al servizio militare e poi al grande schermo.