Giovanni Pasqualino, capogruppo della Lega, interviene nel dibattito sul campo da basket in costruzione in via Maccatella, nell’area di Cisanello-Pisanova a Pisa. Al centro della discussione ci sono le accuse relative all’impatto dell’opera sul verde, al consumo di suolo e alla cementificazione.
Pasqualino considera legittimo che associazioni e cittadini sollevino questioni ambientali, soprattutto quando lo fanno con coerenza. Il giudizio cambia, invece, nei confronti dei politici che oggi pongono questi temi al centro del confronto, dopo aver amministrato la città per decenni senza considerarli, a suo avviso, una priorità.
Il richiamo alle scelte del passato
Il rappresentante della Lega sostiene di non accettare lezioni sul verde da chi ha governato Pisa in passato. Nel suo intervento richiama alcune vicende urbanistiche che, secondo la sua ricostruzione, dimostrerebbero una diversa sensibilità rispetto a quella manifestata oggi nel contestare il nuovo impianto sportivo.
Tra gli esempi citati c’è la discussione sulla realizzazione di una moschea con parcheggio a Porta a Lucca. Pasqualino afferma che, quando era stata chiesta la cancellazione di quell’ipotesi, non ci sarebbe stata una mobilitazione analoga da parte di chi oggi si presenta come difensore del verde. A suo giudizio, in quella circostanza si sarebbe sostenuta la costruzione di un’infrastruttura destinata al culto religioso in una zona con una disponibilità di aree verdi diversa da quella di Cisanello e Pisanova.
Il capogruppo cita inoltre la proposta di collocare lo stadio a Ospedaletto, chiedendo se anche quel progetto non avrebbe comportato consumo di suolo e cementificazione. Il riferimento serve a mettere in discussione la coerenza delle posizioni espresse oggi nel confronto sul campo da basket di via Maccatella.
Il caso Cisanello-Pisanova
Pasqualino concentra poi l’attenzione proprio sul quartiere interessato dall’intervento. Secondo il consigliere, per anni la zona avrebbe dovuto convivere con aree incolte, degrado e rifiuti, oltre che con situazioni note ai residenti. L’esponente della Lega sostiene quindi che il dibattito non possa limitarsi alla presenza dell’opera, ma debba considerare anche le condizioni precedenti dell’area e le scelte amministrative maturate nel tempo.
La presa di posizione si inserisce così nel confronto politico e ambientale sull’intervento sportivo. Da una parte vengono sollevate perplessità sull’uso del suolo; dall’altra Pasqualino rivendica la necessità di valutare le critiche alla luce delle decisioni assunte in passato da chi oggi contesta il progetto.