Un nuovo presidio di protesta si è svolto all’alba davanti ai cancelli del cantiere di via Maccatella, dove è prevista la realizzazione di un campo da basket. Alla mobilitazione hanno partecipato circa cinquanta persone, riunite per contestare l’intervento e, più in generale, le scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale.
Al momento dell’iniziativa, il cantiere è stato trovato chiuso. Secondo quanto riferito dai promotori, l’area potrebbe essere rimasta impraticabile dopo le forti piogge dei giorni precedenti. Il comitato Difesa Alberi Pisa e il gruppo Insieme per le Piagge hanno sottolineato che i lavori non sono quindi proseguiti, precisando di non voler attribuire per ora ulteriori significati alla chiusura. Le due realtà hanno annunciato che continueranno a monitorare l’evoluzione della situazione.
La richiesta di un incontro pubblico
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di un confronto diretto con il sindaco e con gli assessori Frida Scarpa, Virginia Mancini e Massimo Dringoli. I comitati chiedono che l’incontro si svolga alla Biblioteca Sms e che consenta ai cittadini di discutere pubblicamente dell’intervento e delle politiche urbane. L’obiettivo dichiarato è superare il confronto a distanza attraverso comunicati e avere un dialogo diretto con l’amministrazione.
Alla manifestazione erano presenti anche diversi esponenti delle forze di opposizione. Il consigliere comunale del Pd Enrico Bruni ha definito la mobilitazione forte e trasversale, collegando la vicenda non soltanto al consumo di suolo o alla singola opera, ma alla necessità di ripensare le politiche urbane. Secondo Bruni, la città avrebbe bisogno di una maggiore presenza di alberi.
Le posizioni dei gruppi politici
Potere al Popolo ha espresso sostegno ai comitati, sostenendo che gli abitanti continuano a considerare l’opera inutile e contestando la sua presentazione come semplice struttura sportiva di quartiere. Il gruppo ritiene invece che il progetto possa essere collegato alla realizzazione di interventi destinati a grandi eventi sportivi.
Luigi Sofia e Andrea Aretini, di Sinistra unita, hanno chiarito che la contestazione non riguarda lo sport o il basket in quanto tali, ma il modo in cui vengono decise le priorità di investimento. La richiesta, hanno spiegato, è di tutelare verde, suolo e qualità della vita, con una maggiore partecipazione degli abitanti alle scelte che interessano il quartiere.
Sulla stessa linea si sono espressi Rifondazione comunista e Una città in Comune, secondo cui la protesta avrebbe evidenziato un movimento attivo e deciso a partecipare alle scelte urbanistiche. È intervenuto anche l’ex sindaco Marco Filippeschi, che ha sostenuto la possibilità di correggere un errore e la necessità, quando occorre, di ascoltare i cittadini e modificare le decisioni motivate politicamente.