Nei Comuni bresciani più di sette affidamenti su dieci vengono assegnati direttamente. In alcuni enti, secondo i dati richiamati nell’articolo, la quota supera il 90%. Il ricorso a questa procedura ha ridotto il peso delle gare d’appalto, soprattutto per gli interventi e gli acquisti sotto le soglie previste dalla normativa.
Le soglie cambiate dal 2023
Per anni, la soglia dei 40.000 euro ha rappresentato un riferimento essenziale per le amministrazioni comunali. Al di sotto di quell’importo i municipi potevano gestire con maggiore rapidità le necessità di minore entità; oltre quella cifra, invece, era normalmente necessario ricorrere a una gara, mettendo a confronto le offerte delle aziende.
Il nuovo Codice dei contratti pubblici, entrato in vigore nel 2023, ha modificato questo quadro con l’obiettivo di accelerare gli acquisti della pubblica amministrazione. Oggi l’affidamento diretto è consentito fino a 150.000 euro per i lavori e fino a 140.000 euro per servizi e forniture. La precedente soglia dei 40.000 euro non costituisce quindi più il limite generale per l’assegnazione senza gara, ma serve a distinguere gli affidamenti di importo minore da quelli economicamente più rilevanti.
Il ricorso alla procedura diretta
L’ampliamento delle soglie ha prodotto un cambiamento nelle modalità di acquisto degli enti locali. Una procedura pensata per semplificare le pratiche meno complesse viene oggi utilizzata anche per importi superiori ai 40.000 euro, purché rientrino nei limiti stabiliti dal Codice. È questo il contesto nel quale si inseriscono i dati relativi ai Comuni della provincia di Brescia, con percentuali di affidamento diretto che in alcuni casi oltrepassano il 90%.
Il fenomeno non riguarda soltanto il territorio bresciano. Secondo l’ANAC, nel 2025 gli affidamenti diretti per servizi e forniture hanno rappresentato quasi il 95% delle acquisizioni totali. Il dato descrive l’ampiezza raggiunta dalla procedura nel sistema degli acquisti pubblici e conferma l’effetto delle soglie introdotte dalla riforma, che hanno reso meno frequente il ricorso alle gare per una parte consistente delle commesse.