Con l’avvio del nuovo anno scolastico, la provincia di Cremona si colloca tra le realtà italiane in cui la gestione degli istituti presenta il livello più elevato di complessità. Il 56% delle autonomie scolastiche del territorio rientra infatti nella fascia A, la categoria assegnata alle strutture più impegnative da dirigere. La percentuale porta Cremona al quarto posto nazionale, dopo Vibo Valentia, Pavia e Imperia, e davanti anche a Mantova.
Il dato, riportato dal Sole 24 Ore, si inserisce nel quadro della trasformazione del sistema scolastico determinata dal calo demografico. La diminuzione degli studenti ha favorito accorpamenti e concentrazione delle scuole sotto un numero progressivamente più contenuto di dirigenze. Ai dirigenti vengono così affidate strutture con più sedi, distribuite anche su territori diversi, differenti ordini e indirizzi di studio e un carico amministrativo e organizzativo più ampio.
Dirigenze in calo, sedi più numerose
A livello nazionale, nel 2026/27 le posizioni dirigenziali saranno 7.391, il 13% in meno rispetto al 2015. Nello stesso periodo, il numero complessivo delle scuole statali è diminuito del 3,8%. La riduzione delle dirigenze ha quindi ampliato il perimetro di ciascuna di esse: nel prossimo anno scolastico, ogni posizione dovrà coordinare in media 5,4 sedi, contro le 4,9 di undici anni fa.
La contrazione più marcata si è verificata nel 2024, con l’applicazione dei nuovi criteri di dimensionamento collegati al Pnrr. In un solo anno le autonomie scolastiche sono diminuite di oltre 400 unità. In seguito il ritmo si è ridotto e, secondo le previsioni del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il quadro dovrebbe mantenere una maggiore stabilità almeno fino al 2029.
Come si misura la complessità
Il Ministero assegna a ogni istituto un punteggio calcolato sulla base di diversi fattori: il numero di studenti e docenti, la presenza di più sedi e comuni, la convivenza di differenti gradi scolastici e indirizzi e particolari servizi, come le sezioni ospedaliere o carcerarie. Nel calcolo rientra anche la presenza di studenti con cittadinanza non italiana.
Con un punteggio superiore a 52 punti si accede alla fascia A, quella a maggiore complessità. In Italia la categoria comprende poco meno del 27% degli istituti, mentre a Cremona raggiunge il 56%. Nel giro di due anni, le scuole italiane inserite nella fascia più alta sono passate da 1.713 a 1.978. Oggi il 62% degli istituti si trova nella fascia intermedia e l’11% in quella a minore complessità.
La fotografia della provincia mostra quindi una rete scolastica resa più articolata dalla riduzione delle autonomie e dal calo degli studenti. La diminuzione delle dirigenze non coincide necessariamente con una semplificazione: può tradursi in istituti più grandi, con più sedi e responsabilità, e in un impegno maggiore per chi ne coordina il funzionamento.