Si terrà sabato 29 agosto alle 18 una nuova edizione speciale de Il Telaio che cura, la mini rassegna che propone un percorso tra narrazione, musica e testimonianze negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di Maggiano, a Lucca. L’appuntamento, dal titolo Oltre la soglia della coscienza, sarà una passeggiata letteraria nella zona nord-occidentale del complesso.
Un’area eccezionalmente accessibile
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere luoghi ancora poco noti dell’ex struttura psichiatrica e di restituirli alla città come spazi di memoria, cultura e incontro. La parte del complesso interessata dall’evento è normalmente non aperta al pubblico e sarà accessibile eccezionalmente grazie al Centro Studi e Ricerca Guglielmo Lippi Francesconi, che ha ottenuto gli spazi in concessione attraverso una selezione pubblica.
Il percorso accompagnerà i partecipanti tra edifici e camminamenti della zona nord-occidentale, intrecciando la storia dell’istituzione psichiatrica con quella delle persone che hanno abitato e attraversato quei luoghi. La passeggiata proporrà così uno sguardo sul passato, ma anche una riflessione sulle possibilità sociali e culturali che il complesso può ancora esprimere.
Musica e testimonianze
Uno dei momenti dell’incontro sarà affidato ai Crazy Boys 2.0, gruppo legato alla storia del Festival della Canzone di Maggiano. I musicisti eseguiranno alcuni brani associati a quelle serate, riportando l’attenzione su un capitolo della storia dell’ex ospedale psichiatrico e su un’esperienza di riabilitazione che utilizzò anche arte e spettacolo come strumenti di relazione e partecipazione per le persone ospitate al Santa Maria di Fregionaia, l’Ospedale Psichiatrico Provinciale.
La seconda testimonianza sarà quella del medico Leonardo Mellossi, già capo del dipartimento neurologico riabilitativo dell’Ospedale Mauriziano di Torino. Nel corso della passeggiata porterà la propria esperienza professionale e umana maturata nella cura e nella riabilitazione di persone con alterazioni dello stato di coscienza.
La conversazione sarà dedicata alle condizioni sospese tra presenza e assenza e al complesso percorso assistenziale che coinvolge il paziente e chi lo affianca. Il tema della coscienza e delle sue fragilità si unirà quindi a quello della storia del complesso, in un confronto tra pratiche di cura, vissuti personali e trasformazioni sociali.
L’appuntamento è pensato non soltanto come visita a un luogo storico, ma come occasione per interrogarsi sul futuro di questi spazi. L’obiettivo dichiarato è riflettere sulla possibilità che l’ex manicomio diventi un patrimonio vivo, capace di ospitare nuove esperienze sociali, culturali e artistiche. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare via WhatsApp il numero 349.443.9033.