Il dibattito sulla remigrazione torna al centro dello scontro politico a Como. A intervenire è la segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, che il 24 agosto 2026 ha diffuso una dura presa di posizione dopo una recente iniziativa del Comitato per la remigrazione e riconquista.
Nel documento, il Prc/Se equipara il concetto di remigrazione alla deportazione e accusa i sostenitori della proposta di promuovere posizioni incompatibili con la convivenza democratica. Il partito sostiene inoltre che i partecipanti all’iniziativa avrebbero lasciato la piazza senza confrontarsi con una possibile contestazione pubblica. La segreteria annuncia quindi la volontà di replicare direttamente alle tesi espresse dal Comitato.
Il richiamo all’articolo 3
Il primo punto della nota fa riferimento all’articolo 3 della Costituzione, che sancisce la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge, senza distinzioni legate, tra gli altri elementi, alla razza, alla lingua, alla religione o alle condizioni personali e sociali.
Secondo Rifondazione, chi sostiene l’allontanamento degli stranieri perché responsabili di reati o ritenuti non integrati si porrebbe contro le regole della convivenza democratica. La segreteria provinciale rivolge quindi un appello alle amministrazioni comunali e alle forze dell’ordine, chiamate a valutare il significato delle iniziative pubbliche quando concedono il suolo o autorizzano eventi promossi da gruppi accusati di negare i principi della Costituzione antifascista e repubblicana.
Il tema della criminalità organizzata
La seconda parte del documento sposta l’attenzione sulla criminalità organizzata. Il Prc/Se contesta l’idea che la presenza degli stranieri possa essere indicata come causa principale del degrado e della delinquenza e richiama il ruolo dei clan di mafia, camorra e ’ndrangheta.
Nel comunicato, il partito attribuisce alle organizzazioni mafiose il controllo di aree inaccessibili ai cittadini, di attività illecite e di diversi settori economici, citando il trasporto, la distribuzione, le finte cooperative e alcune dinamiche legate agli stadi. La segreteria provinciale sostiene che i sostenitori della remigrazione rimarrebbero invece in silenzio di fronte a questi fenomeni, rivolgendogli un’accusa politica molto pesante.
La presa di posizione riporta così nel confronto pubblico comasco il tema della remigrazione e del rapporto tra immigrazione, sicurezza e integrazione. Rifondazione respinge nettamente la prospettiva sostenuta dal Comitato e chiede alle istituzioni di considerare anche il contenuto politico delle manifestazioni autorizzate sul territorio.